P. Roberto Dal Forno 18 anni dopo
La terza domenica del mese rappresenta, ormai da tempo, un appuntamento significativo e profondamente sentito per quanti desiderano condividere momenti di fraternità con i missionari Saveriani. È un’occasione che si rinnova con fedeltà e che, ogni volta, sa generare comunione, aprire i cuori e rafforzare legami autentici.
Anche in questa circostanza, la partecipazione è stata numerosa e intensa. La casa si è animata di presenze, di volti familiari e di relazioni che si intrecciano nel segno dell’accoglienza reciproca. Un’accoglienza semplice e genuina, capace di far sentire ciascuno atteso e parte di una più ampia famiglia spirituale. Vi hanno preso parte, in particolare, i familiari dei missionari - genitori, fratelli e sorelle - sia di coloro che operano ancora nei diversi contesti di missione, sia di quanti sono già tornati alla Casa del Padre.
La terza domenica di marzo ha assunto un carattere del tutto speciale, essendo dedicata al ricordo di p. Roberto Dal Forno, nel diciottesimo anniversario della sua nascita al cielo.
Originario della suggestiva laguna di Marano, entrò ancora giovane nella famiglia saveriana, distinguendosi fin da subito per le sue doti umane e per un profondo spirito missionario. La sua vita fu segnata da una dedizione instancabile all’annuncio del Vangelo: dapprima in Burundi, da cui fu costretto a partire, e successivamente nella Repubblica Democratica del Congo, nella regione del Kivu, all’interno della diocesi di Uvira. Anche in questo contesto dovette affrontare prove difficili, fino a essere costretto nuovamente alla fuga.
Rientrato in Italia, non venne meno al suo slancio apostolico. Si dedicò con generosità all’animazione missionaria nell’arcidiocesi di Udine, percorrendone il territorio con instancabile dinamismo e dedizione. La malattia giunse improvvisa e il tempo si fece breve: dopo pochi giorni di ricovero presso la casa di cura “Città di Udine”, il Signore lo chiamò a sé, trovandolo pronto.
Particolarmente toccante è stato il ricordo di un segno percepito in quel momento: la sorella Gemma, e con lei altri presenti, riferiscono di aver avvertito un intenso profumo di rosa, quasi un delicato segno di consolazione e di presenza.
La numerosa partecipazione a questa commemorazione testimonia quanto profonda sia stata l’impronta lasciata da p. Roberto nella vita di quanti lo hanno conosciuto. Tra i presenti si sono distinti, con viva partecipazione, due suoi compagni di classe: p. Claudio Bortolossi, che ha presieduto la celebrazione eucaristica, e p. Gianpaolo Codutti. È stata inoltre particolarmente significativa la presenza di “Rosute” di Melarolo, novantenne dal sorriso luminoso e contagioso, madre del compianto p. Claudio Marano.
La celebrazione eucaristica si è poi prolungata in un momento di sobria e fraterna convivialità, arricchita dai dolci offerti dai familiari e da un bicchiere di verduzzo condiviso nel segno della comunione. L’incontro si è concluso con un corale e sentito mandi, espressione di gratitudine, affetto e rinnovato desiderio di continuare a camminare insieme.







