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Santuario, Memorie Conforti

PARMA: CASA MADRE DEI MISSIONARI SAVERIANI
La Casa Madre dei Missionari Saveriani è un edificio dalle forme neoromaniche situato in viale San Martino 8, a Parma; ospita il Santuario Guido Maria Conforti, il Museo d'Arte Cinese ed Etnografico, la Biblioteca Saveriana e le Memorie Confortiane Saveriane...

CASA MADRE DEI SAVERIANI:
La Casa Madre dei Missionari Saveriani a Parma ospita il Santuario Guido Maria Conforti, il Museo d'Arte Cinese ed Etnografico, la Biblioteca Saveriana e le Memorie Confortiane Saveriane.

Casa Madre: Storia
L'Istituto Saveriano, in origine chiamato "Seminario emiliano per le missioni estere", fu fondato a Parma nel 1895 dall'allora Monsignor Guido Maria Conforti in un piccolo edificio di Borgo Leon d'Oro, da lui acquistato tre anni prima, destinato ad accogliere seminaristi che desideravano avviarsi alla vita missionaria.
Rinominata tre anni dopo Pia società di San Francesco Saverio per le missioni estere con l'approvazione del vescovo Francesco Magani, la congregazione necessitava di spazi più ampi, pertanto monsignor Conforti nel 1899 riuscì ad acquistare un vasto appezzamento degli Orti Marchi a sud della città, tra il Campo di Marte ed il Lungoparma.
La costruzione dell'originario edificio, inizialmente costituito dalla porzione centrale d'ingresso e dalla prima ala est, fu avviata nel 1900 e terminò l'anno seguente, quando il nuovo palazzo fu inaugurato unitamente al Museo d'arte cinese ed etnografico, allora posizionato in un locale del primo piano.
Nel 1921 l'edificio fu ampliato con la costruzione dell'ala ovest, disposta simmetricamente all'ala est a formare un edificio con pianta ad U con un cortile all'interno.
Tra il 1957 ed il 1959 l'edificio fu sottoposto ad un nuovo ampliamento, ancora più consistente del precedente, che consistette nell'innalzamento di due piani dell'intera costruzione e nella realizzazione dell'estrema ala est, al cui interno furono realizzati anche la grande cappella e nuovi spazi per il museo.
Nel 1997 il vescovo Silvio Cesare Bonicelli elevò a santuario la chiesa interna, che ospitava già dalla costruzione la salma di monsignor Conforti, proclamato santo nel 2011 da Papa Benedetto XVI.

Casa Madre: Architettura
L'imponente edificio si sviluppa su un'articolata pianta, frutto degli ampliamenti susseguitisi negli anni.
Il palazzo è interamente rivestito in laterizio sui tre lati principali, mentre sul lato interno è intonacato.

Casa Madre facciata.2  Casa Madre Facciata

La zona più antica si eleva simmetricamente attorno all'ingresso posizionato all'interno di un portico ad archi, al centro di un corpo leggermente aggettante. I primi tre livelli, innalzati originariamente, sono arricchiti da fasce marcapiano, fregi e numerosi altri motivi realizzati in cotto; di pregio risultano le finestre del primo livello, costituite da eleganti bifore balaustrate in stile neoromanico incorniciate da archi, che presentano anche elementi neogotici nelle aperture fra gli archetti. La parte sopraelevata, seppur anch'essa realizzata in laterizio, riprende alcuni motivi dei livelli sottostanti, ma si distingue per la maggior semplicità nei decori. Al centro in sommità si innalza un'alta statua di Gesù ed al di sotto l'iscrizione latina Euntes docete omnes gentes (Andate e fate discepoli tutti i popoli).
L'estrema ala est, più recente, si innalza su cinque piani in analogia con la parte più antica, di cui riprende alcune decorazioni; l'elemento di maggior spicco è il portico aggettante che funge da accesso al grande santuario. In fondo, una palazzina più bassa costituisce infine l'accesso al Museo d'Arte Cinese ed Etnografico.


SANTUARIO SAN GUIDO MARIA CONFORTI:
La grande cappella, elevata nel 1997 a santuario, fu costruita durante i lavori di ampliamento effettuati tra il 1957 ed il 1959, nell'estrema ala est, con accesso diretto dall'esterno attraverso un porticato; il progetto fu affidato all'architetto ingegnere parmigiano Sisto Dalla Rosa Prati, che vi realizzò un'ampia chiesa in stile basilicale, rigorosamente simmetrica.
La chiesa è suddivisa in tre navate, scandite da un alto colonnato; lo spazio centrale, più spazioso, rappresenta l'aula per la celebrazione, in cui sono posizionate le sedute per i fedeli, mentre le navate laterali, sormontate da matronei, fungono da ambulacri, che terminano in due ampie cappelle ai lati del presbiterio absidato. Al di sopra delle colonne sono raffigurati i dodici apostoli all'interno di medaglioni, mentre i matronei si aprono con grandi trifore in corrispondenza di ciascuna arcata; il soffitto è decorato con motivi a riquadri, realizzati dal pittore Tito Peretti.

Santuario Dall Alto  Santuario Mosaico.2  Santuario Mosaico  Santuario Mosaico.3  Santuario Interno 

Al centro del presbiterio è posizionato l'altare in legno e bronzo creato nel 1997 dallo scultore Livio Conta, autore anche dell'ambone e della Croce dei Martiri; il fondo absidato è dominato dall'imponente mosaico realizzato fra il 1962 ed il 1963 dalla Scuola Beato Angelico di Milano, che raffigura al centro la Trinità, con Maria sul trono celeste che sostiene Gesù bambino; ai lati si trovano, in piedi, i modelli di missione ed i santi protettori: san Francesco Fogolla, san Francesco Saverio e san Giuseppe a sinistra; san Paolo, santa Teresa di Lisieux e san Guido Maria Conforti a destra.

Dietro all'altare, al centro dell'abside, dal 1996 è posizionato il sarcofago di san Guido Maria Conforti, realizzato in marmo nero e vetro nel 1942 su progetto dell'architetto parmigiano Lamberto Cusani.

Casa Madre sarcofago  Crocefisso Conforti  sepolcro GMaria Conforti

La cappella laterale di sinistra, detta Cappella del Crocifisso, è dominata dal grande crocifisso in cartapesta cui il Santo era tanto legato, in quanto da bambino vi si fermava davanti ogni giorno per "dialogare" con lui, tanto da fargli sentire la vocazione sacerdotale; monsignor Conforti lo aveva recuperato dalla sagrestia dell'oratorio della Beata Vergine della Pace di borgo delle Colonne, da tempo sconsacrato, e lo aveva fatto restaurare.
La cappella laterale di destra, detta Cappella del Santissimo, è caratterizzata dall'imponente altare in marmo di Carrara, realizzato nel 1941 su disegno dell'architetto massese Enrico Remedi, con al centro il tabernacolo bronzeo dello scultore Pietro Tavani. In alto è posizionata l'immagine della Madonna della Strada, opera del pittore parmense Ulisse Passani, ai cui lati si trovano sei formelle lignee dello scultore Livio Conta.


MEMORIE CONFORTIANE SAVERIANE:

L'emozione del ricordo

Il 30 marzo 1995 è stato inaugurato in Casa Madre, a Parma, il settore Memorie Confortiane Saveriane. È uno strumento importante per conoscere la personalità di mons. Conforti, il grande vescovo parmense dal cuore missionario.
Quante volte la nostra mente si attarda in ricordi di cose o persone che risultano dolci alla memoria e riposanti per il cuore. Più spesso ricordiamo i genitori, i momenti che hanno marcato la nostra infanzia e giovinezza. Avverto qualcosa di simile nel pensare a Guido Conforti, ai luoghi e alla documentazione che ancora ci parlano di lui. Così, il primo piano della Casa Madre dei Missionari Saveriani a Parma ospita un percorso museale dedicato a san Guido Maria Conforti, così strutturato:

• Entrata e Corridoio;
• Sala Rossa, antico studio di Guido Maria Conforti interamente rivestito con tappezzeria rossa a motivi floreali;
• Camera del Santo Fondatore, Monsignor Conforti, stanza da letto del santo arredata con mobili ed oggetti provenienti dal Palazzo vescovile di Parma;
• Sala Oggetti di famiglia, ambiente che espone alcuni arredi e suppellettili appartenuti alla famiglia Conforti;
• Sala Oggetti personali, locale che custodisce all'interno di vetrine oggetti cui Guido Maria Conforti era legato;
• Sala In memoria e PGR, ambiente espositivo dei documenti dell'intero processo di canonizzazione di monsignor Conforti e degli ex voto donati da numerosi devoti Per Grazia Ricevuta;
• Cappella Martiri, originario oratorio della Casa Madre prima della costruzione della grande cappella, oggi santuario;
• Sala Ricordi Saveriani Cina, locale che raccoglie le fotografie dei missionari nel Celeste Impero, poi Repubblica di Cina, prima della scomparsa di Guido Maria Conforti, le memorie dei martiri cinesi del 1900 e l'ultima lettera di san Francesco Saverio del 1552, donata dalla contessa Anna Pallavicino Simonetta nel 1908;
• Sala Famiglia saveriana, ambiente che espone una serie di pannelli che riassumono la storia e la diffusione nel mondo dei missionari Saveriani.

Luoghi e ritratti

Già nell'atrio di entrata il visitatore è sorpreso dalla serenità e pace che promanano i molti acquerelli appesi alle pareti. Rappresentano i luoghi di vita del Conforti e i volti dei saveriani martiri: sono opera dell'artista saveriano p. Angelo Costalonga.

Più oltre, sul versante del corridoio che immette al Centro Studi Confortiani Saveriani, figurano rare pergamene Confortiane, foto con ritratti dei superiori generali dei saveriani, l'originale del primo giornale edito nel febbraio 1900 dal Conforti e dai suoi primi missionari. È in mostra anche la medaglia d'oro "Sant'Ilario", premio che il Comune di Parma ha voluto dare all'istituto del Conforti nel primo centenario di vita, il 13 gennaio 1995.

Lo studio del Conforti

Nella Sala Rossa - così chiamata per le sue pareti e i tendaggi, di color rosso bruno - si respira clima austero e reverenziale insieme. La sensazione di solennità è moderata dall'amabilità presente nel quadro a pastello - opera di Ulisse Passani (24 dicembre 1902) - che ritrae il Conforti a 37 anni, neo arcivescovo di Ravenna.
I mobili della sala, che fu il primo studio del fondatore in casa madre, sono autentici, come anche quelli dell'attigua camera da letto, costituita da quanto egli utilizzava nel suo appartamento in vescovado, qui trasferiti il 23 novembre 1931.

Sala Rossa

I ricordi personali
La sala Famiglia Conforti mostra all'ospite il ritratto dei genitori del grande vescovo: la devota mamma Antonia Adorni e il fiero papà Rinaldo Conforti. Vi è esposta anche la storica foto della mamma e dei figli al capezzale del papà, morto a Casalora l'8 marzo 1895.
Nella sala Ricordi Personali si ammirano la croce pettorale, dono di Leone XIII per incoraggiarlo ad andare a Ravenna, e il magnifico pastorale riportante la scritta latina. Tra i tanti piccoli oggetti, anche il biglietto da visita in caratteri cinesi che precedeva il Conforti nelle visite alle autorità locali.

Gli "ex voto" dei devoti
La sala In memoria è stata realizzata più tardi rispetto gli altri ambienti. Custodisce gli "ex voto", cioè oggetti e ricordi donati da devoti e ammiratori.
Accanto a una ricamata tovaglia di altare burundese, omaggio della miracolata Sabina Kamariza, attirano l'attenzione i molteplici manufatti in cui ricorre costantemente la gratitudine al santo vescovo che, con il cuore pieno di zelo missionario, ha voluto intercedere presso Dio per tante povertà e sofferenze umane.

La cappella dei martiri
La Cappella Martiri è il cuore delle Memorie: la preghiera quotidiana - per loro stessi, per gli amici e i benefattori - vissuta qui dai missionari reduci e malati della comunità della casa madre saveriana, pare perpetuare il clima che sapeva creare il Conforti quando, in questo luogo, salutava i figli partenti per la Cina.
Lo sguardo ammira il bel dipinto in olio del parmense Paolo Baratta (1896), posto al centro dell'altare e raffigurante il Saverio attorniato da rappresentanti di tutte le "genti".

La Cina di Saverio e Conforti
Nella sala Ricordi Saveriani (Cina 1899-1954), attorno all'ultima lettera del Saverio a Ignazio (da Goa, 9 aprile 1552), esposta al centro, si vedono le fotografie in gruppo dei figli del Conforti partiti per la Cina.
Desta interesse il curioso ritratto del vescovo con il colbacco in testa: è lui che rientra dalla visita ai suoi missionari in Cina (1928).
In una vetrinetta sono esposti oggetti d'uso e autografi dei martiri e delle sette suore francescane perite con Francesco Fogolla il 9 luglio 1900 nell'eccidio di Taiyuanfu. Sono stati raccolti dai primi due saveriani andati in Cina.

Cento anni di storia
Infine, il visitatore sosta nella sala Famiglia Missionaria Saveriana: cento anni di storia. Qui può osservare una serie di pannelli in cui sono riassunti, in italiano e in inglese, il primo arrivo storico e la consistenza attuale nelle diverse nazioni dei figli del Conforti, delle saveriane e dei laici saveriani.
In una vetrina a parte sono visibili i profili biografici dei saveriani martiri e oggetti legati ad alcuni di loro.


Per informazioni e visite:
P.Ferro

Referente è Padre Ermanno Ferro: Tel. 0521-920.511; E-mail: Le visite sono consentite tutti i giorni feriali, dalle 15 alle 18. Per gruppi e comitive, è bene prenotare con appuntamento.

PER SAPERNE DI PIU' SUL SANTUARIO CONFORTI E SU LE "MEMORIE CONFORTIANE SAVERIANE"...

 

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