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Museo d'arte Cinese ed etnografico

Il Museo d'Arte Cinese ed Etnografico - rinnovato ed inaugurato l'1 dicembre 2012 - è un luogo significativo della Casa Madre, e parte integrante del servizio della Regione Italiana dei Missionari Saveriani.

A più di quattro anni dall’inaugurazione del nuovo museo, sembra opportuno condividere qualche elemento importante di questa realtà.

I visitatori del 2013 hanno potuto apprezzare lazzeccato allestimento, e nel 2014, più di 70 classi hanno partecipato alla visita guidata, con qualche laboratorio secondo il tema trattato in classe. Da gennaio 2015 fino ad oggi, sono quasi 3000 gli studenti di ogni genere e grado (140 classi, dall’infanzia alle superiori, da Parma e oltre i confini) che hanno fatto visita, ed i docenti son rimasti impressionati da questo “tesoro” di Parma, pensato e realizzato soprattutto per il mondo della scuola, e con la mostra temporanea “EXPOniamo anche Noi”. Quasi metà di questi studenti provengono dalle Superiori. Alcune foto e testimonianze di queste visite si possono trovare nel nostro sito, sezione News.

Ringraziamo P. Iurman per la cura costante, personale passione e determinata dedizione in museo per 14 anni, e per la lungimirante realizzazione di questo “tesoro”.

Museo Storia 1899Museo Storia 1998

Certo, il nostro è un museo di piccola dimensione, come il 90% dei musei italiani, anche se vien logico pensare in termini di biglietti venduti (come i grandi musei). Ma proprio perché siamo piccoli, è logico parlare di altri parametri di valutazione; in primis, la crescita della rete di relazione del nostro museo con il mondo della scuola, e con la società.

La presenza saveriana in museo (sia per visite di classi o individuale) non può rimanere rigida o lontana, come spesso accade nei grandi musei. Si vuole mostrare un volto accogliente, una visita guidata adatta al percorso fatto dalla classe, una narrativa personale che testimonia l’incontro con culture diverse in realtà quali le scuole che sono multi-culturali e multi-religiose.

Quando è stato possibile, il museo ha ospitato brevi mostre tematiche (Indonesia, Ligustro), serata musicale sull’India, iniziative a livello internazionale (Digital Invasions, Musei aperti), una press conference sulle Maschere a Parma, visite ad operatori turistici … Un prossimo evento è sul “Diritto al Cibo”(Forum Solidarietà) che coinvolge anche spazi della Casa Madre. Si collabora con Brescia ed altre comunità per iniziative. Alcune domeniche, in collaborazione con Santuario, Memorie Confortiane (P. Ferro), il museo ha ospitato vari gruppi. È questa una delle “eccellenze” (dato che all’Expo si parla di queste) che offriamo: cura nelle mostre temporanee, nell’esposizione qualificata, nella visita guidata, relazioni calde con gruppi e visitatori, narrative personali che vanno aldilà della specificità degli oggetti esposti.

Museo Storia 1898

Idee e progetti non mancano per il futuro, anzi; se avete degli input, scriveteci. Mentre l'opera di catalogazione delle opere d’arte è quasi terminata, si continua a studiare gli oggetti Lega e d’arte africana. Ed in un futuro non molto lontano, valorizzare meglio anche questa collezione, con l’apporto di professionisti del settore, un rapporto già instaurato in questi anni. La prossima mostra temporanea è in fase di realizzazione. Ci son delle iniziative a livello regionale e nazionale: si valuteranno le possibilità e si darà un apporto.

Non dimentichiamo che nelle nostre case esistono oggetti che rappresentano il mondo intero, oltre ad opere d’arte sacra di un certo valore. Prestiamo attenzione agli elementi culturali di casa nostra, a valorizzarli ed esporli con cura, a redigere anche una lista con alcuni accenni di provenienze e date, così da contribuire alla cultura ed apprezzare lo sforzo di vari missionari in questo campo. Fu questo l’intento di Conforti sul museo: raccogliere oggetti che descrivevano l’emozionante storia dei suoi missionari in terre lontane, e l’invito a conoscere culture e civiltà che essi avvicinavano. Siamo convinti di questo valore culturale?

Alcune comunità della Regione si sono organizzate in questi anni con viaggi di amici e benefattori per visita in Santuario e Museo. C’è sempre posto per qualche altro gruppo! O per altri ritorni. Conoscete qualche gruppo o parrocchia che cerca un luogo per passare una mezza giornata insieme? Proponete la Casa Madre e questi luoghi cari al Conforti. Potrebbe risultare un interessante incontro di Formazione Permanente !

Il museo vive anche di questo.

Grazie. P. Alfredo Turco, s.x.museo foto

 


Indirizzo:

Missionari Saveriani - V.le S. Martino 8, - 43123 Parma ● Tel.: 0521-257.337

Visita il Sito del Museo d'Arte Cinese ed Etnografico

• O clicca qui per... Una Visita Virtuale del Museo.


Missione: un nobile museo missionario.
Il mondo come orizzonte senza barriere e confini.

  • di: Padre Emilio Iurman, sx.

L'occasione di un radicale intervento sulla struttura del museo offre l'opportunità di ripensarne significato e percorso storico.

Una significativa percentuale di musei, quanto alla costituzione del proprio patrimonio, beneficia di tre tipologie variamente presenti nelle sue raccolte:

  • deve qualcosa alle ruberie (o comunque le si voglia definire) attuate da eserciti, avventurieri o governi occupanti;
  • è frutto di mercanti o mecenati in grado di girare il mondo per raccogliere opere con cui abbellire dimore principesche, pinacoteche e quant'altro;
  • è nata da lasciti di mecenati o dalla passione di antropologi e missionari il cui intento per la raccolta poteva essere culturale o semplicemente, diciamo così, folkloristico.

Museo China ConfortiNel caso del Conforti, il proposito di dar vita a un museo non aveva nulla a che fare con la voglia di mettere mani rapaci su oggetti d'arte. Neppure disponeva di patrimoni da investire in arte, di qualsivoglia provenienza. Aveva la passione, questa sì, ma attenzione, questa non era snobistica o fine a se stessa, né si alimentava della voglia di esibire alla curiosità dei visitatori oggetti variamente esotici.

Nel suo intento, gli oggetti raccolti dovevano raccontare l'emozionante epopea dei suoi missionari in terre lontane e sconosciute e il loro impegno e dovere di conoscere le culture e civiltà che avvicinavano.

Il suo contributo più grande per il successo dell'impresa è dovuto al fatto che ha saputo convincere tutti i suoi missionari del valore culturale della sua idea e coinvolgere pressoché tutti coloro che lavoravano in Cina. Le loro lettere ed articoli, nonché la quantità di materiale che riuscirono a raccogliere in tempi relativamente brevi, suscitano meraviglia ancor oggi. Hanno imparato benissimo la lezione e approfittato di ogni favorevole occasione per pensare al museo.

Quanto detto finora ci permette di arrivare a una prima, sicura, constatazione. Tanto per il Conforti come per i missionari, il museo rappresentava, per così dire, uno stimolo al dovere di accostarsi alle culture con cui venivano in contatto e un'opportunità per riversare in Italia un pari interesse per terre lontane e sconosciute. La cosa risulta evidente dai simultanei contenuti del periodico, "Fede e civiltà" (che pubblicò il suo 1° Numero nel dicembre 1903), che davano spessore culturale a tutta l'operazione museo. Il quale, per parte sua, finiva per essere una specie di terminale visuale di un flusso di conoscenze che arrivavano dall'Oriente.

Un museo, dunque, era in qualche modo luogo di scambio culturale, sia pure con una chiarezza meno consapevole di quella che noi possiamo avere oggi. Aggiungo, data la qualità del materiale raccolto, che siamo in presenza di un museo che sfida un vecchio pregiudizio duro a morire: un museo missionario deve essere per definizione un campionario di esotismo e folklore. No, questo è un museo in un'accezione nobile, cioè senza presupposti complessi di inferiorità che nascano dal suo essere missionario.

Museo di un istituto missionario

Alla caratteristica appena discussa sopra, di essere un museo che ospita testimonianze di culture diverse e, fatalmente, un caleidoscopio di suggestioni multicolori, va aggiunto un altro importante tassello.

Il museo, seppure concepito per intuizione di un singolo, ha trovato un terreno di gestazione e poi di accompagnamento nella crescita, in un intero organismo, vale a dire l'istituto saveriano nel suo complesso.

Un istituto missionario, come si sa, nasce dal mandato di Cristo: "Andate in tutto il mondo... proclamate a tutti il mio Vangelo...". L'aspetto, a prima vista precipuamente religioso del mandato di Cristo, tuttavia si fonde e ramifica in un impegno umano e culturale con naturalezza e senza bisogno di forzature. Universalità e mondialità sono insite nel dna di un istituto missionario.

Conforti lo esprimeva con uno slogan assai semplice, seppur datato nella sua formulazione: "Fare del mondo una sola famiglia". Il mondo come orizzonte senza barriere e confini.

Da questo punto di vista, se il museo è, come ovvio, vetrina del genio dei popoli i cui oggetti appaiono in esposizione, è anche frutto del genio dei saveriani, che hanno creduto nel suo valore di promozione culturale. Un'utopia che l'istituto ha promosso anche con la fondazione, fin dal 1942, di un movimento di impegno nella scuola italiana che prese inizialmente il nome di CEM (Centro Educazione Missionaria), divenuto poi Centro Educazione alla Mondialità.

La storia dei saveriani e la storia del museo si intrecciano, si forniscono a vicenda, ragioni e appigli per coglierne tanto l'impegno precipuamente religioso evangelico del primo, come quello culturale che i manufatti così elegantemente mettono in luce nel secondo.

Tutto questo, cioè la contemporanea Fondazione di un Istituto Missionario e la Fondazione di un Museo, costituiscono quello che Mons. Conforti percepiva come un audace progetto.

  • P. Emilio Iurman, sx.

Una storia secolare

  • di: P. Emilio Iurman, sx.

Il Museo d'Arte Cinese ed Etnografico di Parma ebbe inizio nel 1901.

Ecco le date più importanti.

1895: Mons. Guido M. Conforti, allora semplice Pro-vicario generale della diocesi di Parma, fonda l'Istituto Saveriano, il cui nome ufficiale è "Seminario Emiliano per le Missioni Estere". La prima sede viene collocata in una casetta di Borgo Leon d'Oro. In seguito, l'opera prenderà il nome definitivo: Istituto Saveriano per le Missioni Estere, nome ispirato alla grande figura di S. Francesco Saverio.

Museo Storia Conf.11898: Nel primo Regolamento per i suoi allievi, futuri missionari, scrive che essi "giungendo e soggiornando in territorio di missione inviassero alla Casa Madre elementi culturali, d'etnologia e d'arte". Si tratta del primo accenno alla fondazione di un museo. Ancora nessun Saveriano era partito per le missioni.

L'idea del museo cominciò a concretizzarsi in seguito alla donazione, fatta al Conforti dal conte sen. Fedele Lampertico, di pezzi cinesi che provenivano dall'Esposizione universale di Torino (1898). Qui, per iniziativa dell'Associazione Nazionale per i missionari cattolici italiani all'estero, di cui il Lampertico era presidente, era stato allestito un salone con materiali provenienti dalle missioni di Cina, Giappone e India.

Conforti aveva rivolto un appello per ottenere un aiuto per la costruzione di una nuova casa per il suo Istituto Missionario, in Campo Marte, appena fuori di Parma (l'attuale Casa Madre dei Saveriani, in Viale S. Martino 8, sede anche del Museo). Il sen. Lampertico raccolse l'invito e inviò due casse di oggetti cinesi. Conforti ne usò solo una parte per una pesca di beneficenza a favore dell'istituto e riservò il resto per adornare la futura casa, primizia del suo vagheggiato museo.

1901: Inaugurazione della nuova Casa Madre. Nel mese di dicembre, rientra dalla Cina Odoardo Manini, per la sopravvenuta morte del suo compagno p. Caio Rastelli. Erano i primi due allievi di mons. Conforti, partiti per la Cina appena due anni prima.

Mons. Conforti lo aveva pregato di portare quanti più oggetti poteva. Effettivamente egli portò con sé parecchio materiale e questo cospicuo apporto determinò mons. Conforti a dare inizio a una esposizione permanente in una sala del primo piano del nuovo fabbricato. La raccolta cambiò nome e da Museo Etnologico fu chiamata Museo Etnografico Cinese. Questa viene considerata la data di inizio del museo. Seguì un periodo di stasi per la mancanza di arrivi di missionari dalla Cina.

1911 - 1936: Museo diretto dal P. Giovanni Bonardi. - Nel marzo 1911, dalla Cina, rientrò in Italia il p. Giovanni Bonardi. Con lui, il museo si arricchì di tanto materiale: bronzi, porcellane, dipinti, monete eccetera. Con il nuovo materiale si ampliò lo spazio dedicato all'esposizione e questa sistemazione data dal fondatore e da p. Bonardi durò fino al 1936 e rimase sotto la competente responsabilità dello stesso p. Bonardi.

Per quel che riguarda la Cina che, del resto, costituiva l'unica missione dei Saveriani, l'invio di oggetti fu costante, in coincidenza con il rientro dei singoli missionari in Italia, fino al 1948, quando i cambiamenti politici in quella nazione portarono all'espulsione di tutti i missionari.

1936 - 1957: Nell'estate del 1936, per bisogno di locali al primo piano, il museo fu portato al pianterreno in una grande sala detta del Redentore. In quella sala le collezioni restarono fino al 1941, anno in cui la guerra obbligò a mettere al sicuro ogni cosa. Il museo fu così sfollato in una villa a Basilicanova, e presso la famiglia del p. Mainini a Praticello di Gattatico (RE) donde, a guerra finita, ritornò a Parma e fu di nuovo allestito nel 1950 nel solito locale.

1957 - 1959: Grandiosi lavori di ampliamento dell'istituto fecero pensare a una sistemazione definitiva del museo e ciò fu fatto raccogliendo i pezzi di importanza storico-artistica in una grande sala e costituì il Museo d'Arte Cinese, mentre tutto il materiale etnografico, cui fu aggiunto il materiale proveniente dalle altre missioni aperte nel frattempo, fu raccolto in una seconda ampia sala posta sotto la nuova cappella e prese il nome di Museo Etnografico.

1959 - 1965: Il museo ricevette un decisivo e qualificato impulso sotto la direzione del p. Giuseppe Toscano (autore del catalogo
"Museo d'Arte Cinese di Parma", 1965) e con un ritmo eccezionale dal 1963 al 1965; biennio nel quale entrarono a impreziosire il museo oltre cento pezzi, senza dei quali non era ancora dignitoso tentare un catalogo.

Museo Storia Toscano 1965

L'impresa riuscì di fatto al p. Toscano, che diede alle stampe la prima edizione del suo ponderoso catalogo "Museo d'Arte Cinese di Parma" (1965).

1977: Il museo subì un furto piuttosto grave nella notte del 6 luglio. "I ladri sono entrati forando una finestra e portando via diversi sacchi di oggetti tra cui molti avori, bronzi ecc... In tutto circa 90 pezzi" (da "Cronaca della Casa Madre"). Gli anni che seguono non registrano avvenimenti particolari.

1998 - 2010: Causa nuovi interventi per l'abitabilità della Casa Madre, i locali del museo subiscono un ulteriore aggiustamento. Tutto il museo viene concentrato nel grande salone del seminterrato.

2001, Diviene Direttore del museo p. Emilio Iurman. Viene avviato e portato a termine un lavoro di inventariazione digitale e catalogazione di tutti gli oggetti del museo, compresa la ricca collezione numismatica.

2010: il 12 ottobre iniziano i lavori di una vasta operazione di ristrutturazione. Si tratta di un intervento quale mai era stato osato. L'area non interessa più solamente il grande salone seminterrato, ma pure le aree adiacenti del pianterreno e primo piano della parte estrema dell'ala est dell'edificio della Casa Madre.

2012, 1° dicembre: Inaugurazione del nuovo museo.

  • P. Emilio Iurman, sx.

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