Che speranza ha l’umanità?
A Gallico, presso il Santuario Madonna della Grazia, diretto da p. Franco Saraceno, in occasione della Primavera Missionaria celebrata dal 23 al 26 marzo, è stato ricordato il sacrificio dei molti missionari e missionarie che hanno perso la vita nel compimento del loro mandato.
Eventi che hanno ricordato la grande scelta di uomini e donne che hanno dedicato la loro vita alla parola divina e alla cura degli altri. Persone che non possono essere dimenticate per i sacrifici, i pericoli, le difficoltà quotidiane che hanno costellato la loro opera missionaria in terre lontane. Essi hanno accettato il rischio della scelta di riconoscere l’umanità che vive in ogni essere, nel rispetto del termine greco katholikos, a sottolineare l’universalità del messaggio cristiano.
Gallico, che ha avuto una lunga relazione con la realtà saveriana, ha voluto celebrare la memoria del sacrificio dei Saveriani, sempre attenti testimoni della parola viva quale stimolo e memoria dell’impegno battesimale, sempre in ascolto del grido che sale dall’umanità ferita.
“È da essa e in essa che può nascere il fiore della speranza”, ha affermato mons. Pasqualino Catenese, vicario generale dell’Arcidiocesi di Reggio-Bova, che ha presieduto la Celebrazione Eucaristica con p. Franco Saraceno, don Yves Pascal Nyemb, Direttore del Centro Missionario, il Saveriano p. Gianni Zampini, il diacono Mario Pensabene e il ministrante Giacomo Marcianò.
“Essi - ha ribadito inoltre il vescovo - arricchiscono la Chiesa partecipando all’amore espresso dalla parola di Gesù “nella gioia e nella speranza”. Molto ricco il programma che ha animato la primavera missionaria: un concerto della corale Mater Dei, diretto dal maestro Caterina Zeffiro, ha ricordato Santa Teresa di Lisieux. La carmelitana francese, dalla elevata spiritualità, ha influenzato molti credenti; per il suo ruolo svolto nella Chiesa è stata eletta patrona dei missionari assieme a san Francesco Saverio (1927), patrona secondaria di Francia assieme a Santa Giovanna d’Arco (1947), Dottore della Chiesa dal 1997.
La corale ha eseguito i canti Mia Gioia, Se avessi mai commesso, Nel cuore della chiesa e Perché ti amo Maria, ispirate alle poesie della Santa.
Altri momenti significativi sono stati l’Adorazione eucaristica “C’est la confiance” di papa Francesco e il Rosario Missionario. Inoltre, sono state ricordate due figure che hanno condotto con molta dedizione il loro impegno missionario. La prima è l’Arcivescovo di San Salvador, Oscar Romero, ucciso dagli squadroni della morte durante la Messa il 24 marzo 1980 perché si era strenuamente schierato a favore dei poveri, denunciando la brutale violazione dei diritti umani. Per il suo coraggio e il grande messaggio di pace, è stato proclamato Santo da papa Francesco.
La seconda figura è p. Aurelio Cannizzaro, che ha guidato il Santuario dal 1969 fino alla sua morte avvenuta il 26 marzo 1992, con la stessa tensione missionaria che ha ispirato la sua scelta di vita. Il suo ricordo è fortemente legato al Parco della Mondialità, per molti anni meta di pellegrinaggi, luogo di grande accoglienza per le famiglie e stimolo per i visitatori alla preghiera e alla riflessione, grazie alla ricostruzione plastica dei simboli della storia umana e del cammino di salvezza.
Oggi, purtroppo, il ricordo di queste eroiche persone, che hanno dato un grande senso alla loro vita, stride con le vicende preoccupanti della guerra e ci impone la domanda: “Che speranza ha l’umanità?”.
Diventa quasi un dovere categorico impegnarsi nella costruzione della fratellanza perché, nel portare avanti la storia, crescano la comunione e la pace per una nuova Umanità.







