Il predicatore e i volontari
Desidero condividere con voi due incontri che mi hanno colpito, a Milano. Il primo è con il predicatore che gridava le minacce dell'inferno, il secondo è quello con una decina di giovani volontari che distribuivano tè caldo e sorrisi alla folla dei clochard.
In via Orefici, ora del tramonto, venerdì 9 novembre, un uomo forse quarantenne, a squarciagola gridava: "È giunta la fine del mondo, l'ira di Dio è colma e sta per distruggere questo mondo; le porte dell'inferno sono spalancate e attendono tutti noi se subito non ci convertiamo a Gesù che è l'unico Salvatore". Il predicatore aveva il volto teso e teneva gli occhi chiusi. Nel frattempo, molte persone si erano assiepate sul posto, per attendere l'arrivo del tram. Dopo aver guardato da dove provenivano le grida minacciose, continuavano ad attendere il tram, immobili e impassibili. Fra loro, c’ero anch'io.
Una tarda sera, alle 23, mi sono imbattuto in un gruppo di giovani volontari che distribuivano tè caldo ai clochard che assiepavano il piazzaletto della chiesa di San Carlo, in Corso Vittorio Emanuele. Con il tè, c’era anche un sorriso per ciascuno dei clienti. La chiesa ha un atrio esterno, di cui approfittano vari “senza fissa dimora” per stendervi il loro giaciglio, la notte. Ho incontrato varie volte questi gruppi di giovani volontari. Quella sera, però, mi sono fermato, ho chiesto una tazza di tè e li ho ringraziati per la bella iniziativa. Subito, mi hanno chiesto chi fossi. Così, reciprocamente, ci siamo presentati. Matteo mi ha detto di frequentare l'Università di Scienze Motorie. Guido, filippino, aveva già un lavoro. Davide, invece, frequentava il secondo anno di Filosofia all'Università Statale. I clochard, finito di sorseggiare il tè caldo, hanno buttato il bicchiere di plastica nel sacchetto che un volontario teneva, quindi si sono stesi su cartoni e stuoie per la notte. Il drappello dei giovani volontari incontrati proveniva dall'oratorio parrocchiale del quartiere Olmi, l'estremo lembo Sud-Ovest di Milano.
Sono tante le sciagure che seminano sofferenza e tristezza; ma perché su di esse gridare la minaccia dell'inferno? Perché condannare questa umanità che porta la sua croce ogni giorno per andare avanti nella vita, nonostante i propri limiti e contraddizioni? Anziché minacciare, testimoniamo la via della risurrezione dopo le cadute. Insegniamola col sorriso sul volto, come Matteo, Guido, Davide e amici.
Giacomo Mazzariol, 21 anni, è un giovane di Castelfranco Veneto. A 5 anni, quando aveva già due sorelline, il papà gli annunciò che stava per arrivare un fratellino speciale. Speciale per il papà significava Down. Il fratellino, Giovanni, è il supereroe della famiglia. Basta vedere con uno sguardo non condizionato e tutto nasconde qualcosa di speciale. Leggete il suo libro, "Mio fratello insegue i dinosauri" (Einaudi, copie vendute 200mila). Di novembre è il secondo libro, sempre Einaudi, dal titolo: "Gli squali" (qui la presentazione video https://video.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/mazzariol-e-i-ragazzi-squali--serve-un-istinto-per-orientarsi-tra-le-correnti/318916/319546).







