Aiutiamoli a casa… d’altri
Si è arrivati a sdoganare l’internalizzazione dei confini, voluta a sua volta dall’ex premier inglese Rishi Sunak con il Ruanda e dalla presidente del consiglio italiano Meloni con il progetto Albania. L’affermazione di “aiutiamoli a casa loro” si è trasformata in “aiutiamoli a casa d’altri”, alla faccia dello sbandierato Piano Mattei che è evaporato al primo sorgere del sole sui deserti africani. L’Europa, di fatto, blinda le frontiere e cede alle restrizioni degradanti di persone inermi e innocenti in centri di espulsione, facendone responsabili i paesi terzi disponibili, a suon di soldi e benefici, a ricevere gli espulsi a forza dalla fortezza in rovina dei diritti umani. La deriva persecutoria nei confronti di persone in cerca di dignità e rispetto, in fuga da povertà guerre e disastri ecologici, ha investito tutto il cosiddetto mondo occidentale di cui il rappresentante trainante è l'impresentabile presidente americano. Il rotolare dell’etica politica è finito nel pantano della menzogna e del grottesco. E molti capi di governo vi si rotolano beatamente sotto lo sguardo beota di cittadini inetti e complici.








