In marcia per costruire la pace
La Festa dei popoli di Desio, edizione 2016, si è tenuta dal 20 al 22 maggio. Il tema scelto era “Rotte di misericordia”. Questo grande evento è iniziato venerdì sera con la conferenza animata dal professor Paolo Branca, che ha trattato il tema “Misericordia e misericordioso: l’amore di Dio verso l’umanità intera”.
Tutti gridano: “Pace”!

Il giorno dopo, nel pomeriggio, c’è stata la marcia della pace. Il cortile dei missionari saveriani di Desio era in gran fermento. Bambini in passeggino, quelli dell’asilo, ragazzi di scuola elementare, media e superiori erano pronti per la marcia. I bambini hanno disegnato sui fogli la bandiera della pace e quasi tutti la tenevano per mano: musulmani, cristiani, non credenti. Tutti gridano: “pace”.
A dare l’avvio alla marcia è il sindaco di Desio, seguito dal responsabile degli studenti del liceo Majorana. Prendendo la parola, il sindaco ha ammirato il capolavoro dei ragazzi. La bandiera della pace ha molti colori, simbolo della diversità, del ponte che siamo chiamati a costruire, della bellezza della diversità: popoli, lingue, colori diversi sono chiamati a vivere insieme, a dialogare, a costruire ponti e non muri.
Imparare la ricchezza della diversità

“Ci ricordiamo che per costruire la pace dipende da noi. Allora, oggi ringraziamo anche tutti quelli che ci aiutano a organizzare questo momento importante della festa dei popoli. Siamo fortunati perché, a Desio, grazie ai missionari saveriani, da tanti anni siamo aiutati a pensare, a meditare su come la pace, l’incontro, la fratellanza tra le persone siano un aspetto importante, positivo, che arricchisce. Perché la diversità è ricchezza, contrariamente a quanto si pensa. Essere diversi, pensare in modo diverso, avere fedi diverse è un arricchimento per la comunità.
Oggi facciamo vedere che la vicinanza tra persone, colori, provenienze, religioni diversi non è un problema.
Voi bambini ce lo insegnate perché nelle vostre classi lo vivete ogni giorno. Siamo noi grandi che dobbiamo imparare da voi”.
Roberto Corti, sindaco di Desio
La pace è un dono bellissimo
La marcia è stata animata da giovani sia musulmani, sia cristiani. Uno degli studenti ha parlato della pace, offrendoci delle bellissime parole.
“Tutti insieme percorriamo le strade della città. Abbattiamo i muri, oltrepassiamo le porte e costruiamo la pace. Essa sgorga dalla vittoria sull’egoismo che ci impedisce di amarci come fratelli. È dono di Dio. L’odio, l’invidia, la superbia sporcano la vita. Come possiamo vedere la città pulita se il nostro animo non lo è? La pace è un dono bellissimo. La pace è qualcosa di bello e dobbiamo difenderla tutti. Andiamo popoli. Colleghiamo gli arcobaleni alle bandiere dell’odio. Ma oggi noi possiamo fare il nostro, ragazzi. Vogliamo impedire che tutti i sogni di pace, speranza e libertà vengano distrutti dalle lacune della discriminazione”.
studente del liceo Majorana, Desio.
Durante la marcia, insieme a circa cinquecento persone abbiamo gridato: pace, pace, pace! Ci sono stati canti, animati dai nostri ragazzi. Prima di accedere alla piazza, i giovani avevano costruito un muro. Era impossibile proseguire la marcia. Siamo stati fermi. I ragazzi, tutti contenti, hanno abbattuto il muro cantando: abbattiamo i muri e costruiamo la pace.
Giunti in piazza, davanti alla basilica di Desio, oltre ai canti e ai balli dei bambini, in diverse lingue abbiamo chiesto di aprire le porte della città di Desio, di ascoltarci a vicenda, di dialogare per condividere la bellezza della nostra diversità.
Siamo belli perché siamo diversi.





