Decalogo della Non-Violenza
- Riconoscere la sacralità in ogni persona, cominciando da se stessi.
- Ricordare che gli atti della persona non violenta aiutano a liberare il Divino nel rivale.
- Accettarsi come si è con le proprie ricchezze e i propri limiti, certi che anche Dio ci accetta come siamo. Evitare gli eccessi d’orgoglio, la mania del grande e le false speranze.
- Riconoscere i propri risentimenti e l’odio che si nutre per gli altri deriva dalla difficoltà a riconoscere che la stessa realtà vive in se stessi. Rinunciare ad essere violenti con le parole o i gesti.
- Rinunciare al dualismo noi-loro, che divide in buoni e cattivi, con il pericolo di demonizzare l’avversario e determinare una condotta autoritaria e assolutista. Genera razzismo e apre la strada alla guerra. Affrontare la paura con amore più che con valore.
- Comprendere ed accettare che la "Creazione nuova", la costruzione della "Comunità amata", non si fa da soli e richiede pazienza e capacità di perdonare.
- Considerarsi parte della creazione e stabilire con essa una relazione d’amore, non di dominio, ricordando che la distruzione del pianeta è un problema spirituale non solo scientifico o tecnologico. Considerarsi "unità".
- Essere disposti a soffrire, forse con gioia, se crediamo che questo serva per liberare la parte di "divino" che c’è negli altri.
- Essere capaci di godere ogni volta che la presenza di Dio è accettata e rendere questa presenza riconoscibile agli altri.
- Prendersi del tempo, essere pazienti, seminare l’amore e il perdono nel proprio cuore e attorno a sé, in modo da crescere gradualmente nell’amore e nella capacità di perdonare.
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