Si rincorrevano davanti a casa. Erano felici e soprattutto Rut, la figlia del capo della sinagoga non smetteva mai. C’era un sole caldissimo. Ad un certo punto, Rut si ferma e cade per terra. Tutti accorrono, la portano all’interno, adagiandola sul lettuccio. Non si muove più ed inizia il pianto: non solo i parenti, ma anche i suoi piccoli amici. Poi qualcuno, suggerisce al papà di andare da Gesù che sarebbe passato nel villaggio vicino. Lui era molto sensibile ai dolori delle persone e poi aveva una predilezione speciale per i più piccoli. Il papà si disse che aveva pregato il Signore onnipotente tante volte e aveva fatto pregare, ma non era servito a niente. La mamma gli si avvicina e prendendolo per mano, lo conduce in disparte, dicendogli di fare un ultimo tentativo. “Il Signore sa che tu hai il cuore buono e lavori per lui. Vedrai che farà quello che è bene per Rut”. Così si mette in viaggio. Lo trova circondato da tante persone, ma Gesù si incammina. Arrivato al paese, gli viene detto che Rut non aveva aspettato e se ne era andata. Ma Lui era venuto per lei. Caccia via tutti i piagnoni, accarezzò i piccoli amici di Rut che gli chiedevano di poter continuare a giocare con lei. Con un sorriso, dice loro di aspettare un pochino. Entra, prende per mano. E lei, stropicciandosi gli occhi, gli sorride e la gioia illumina la casa. Gesù le dice: “Mangia qualcosa… Fuori ci sono i tuoi amici che ti aspettano per fare una bella camminata insieme. Dai, veloce. Un bacio a papà e mamma; un po’ di pane e… via. Avrai una vita lunga e camminerai per tutto il mondo. Ciao, Rut. Ci vediamo”. E così sono ripresi i giochi e le camminate.








