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È giusto dare voce alle testimonianze emerse durante la formazione a Uta, frutti preziosi di un percorso d’animazione missionaria proficuo e arricchente. 

“Faccio parte del Gruppo caritativo e dell’Azione Cattolica, luoghi adeguati per creare e vivere delle relazioni importanti e incontrare il Signore. Il gruppo Caritativo si occupa dei bisognosi di Uta, consegnando mensilmente una busta di viveri e anche vestiti. Ci occupiamo anche della cura del nostro Santuario, Santa Maria, detto anche la piccola Lourdes, dove tantissimi malati vengono per cercare conforto in Maria. Invece nell’Azione Cattolica ci ritroviamo per nutrire la parte spirituale con la preghiera e la meditazione, animando l’adorazione del primo venerdì del mese. L’esperienza in terra di missione, dove si parla di comunità di base, potrebbe dare l’idea di come la parrocchia possa effettivamente continuare ad essere un punto di riferimento molto significativo”. 

Un’altra persona ci confida che da tanti anni si dedica al gruppo Caritativo (molto unito, circa 40 persone). “Ciò ci spinge all’accoglienza e mi aiuta a crescere interiormente. Ci devono essere relazioni positive (discrezione, onestà e linearità di comportamento) per essere di esempio e carità verso il prossimo. Tutto questo per offrire all’altro qualcosa di bello in termini di servizio. I miei vecchietti (89 e 94 anni), vicini di casa, li ho conosciuti 5 anni fa. Non li avevo notati, perché lavoravo tutto il giorno e non avevano bisogno di nessuno. Poi ho cominciato ad occuparmi di loro, visto che non andavano più in chiesa. Li ho aiutati ad ascoltare la Santa messa e ho visto la gioia nei loro occhi. Li ringrazio, perché non sono io che do a loro, ma loro insegnano tanto a me”. 

Dopo l’ultimo incontro del 5 maggio 2025, possiamo iniziare a fare un bilancio di questa esperienza che ha coinvolto persone della Caritas, dell’Azione Cattolica, oltre a catechisti/e disponibili alle altre attività parrocchiali. Con una media di almeno 15 partecipanti ogni volta, possiamo dire che è stato un momento bello di vita insieme, di condivisione e di crescita. Naturalmente non possiamo dimenticare di ringraziare don Roberto, il parroco, che ci ha incoraggiato. 

In questo ultimo incontro, vissuto nel santuario giubilare di Santa Maria, abbiamo riflettuto sul brano di Luca 24,13-35 (i discepoli di Emmaus), mettendo in evidenza le 5 tappe della Missione. 1. Mettersi in cammino (avviarsi). 2. Accostarsi, parlare, conoscersi (avvicinamento). 3. Invito reciproco all’accettazione e alla familiarità (inizia la reciprocità). 4. Presa di coscienza e condivisione (la riconoscenza). 5. Effetto moltiplicatore e nuova convivenza (si parte per annunciare a tutti Gesù risorto). 

Tutto questo ci ha aiutato a fare sintesi e a chiederci come vivere la missione qui e ora. Dopo aver molto riflettuto e pregato, c’è stato anche il momento della condivisione delle cose buone che ciascuna e ciascuno di noi ha portato per prolungare la gioia di stare insieme.



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