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Nel grande complesso che è la casa Madre di Parma, tra le diverse strutture, ce n’è una particolarmente significativa per noi saveriani. Ad essa guardiamo con occhi di speranza, perché rappresenta il futuro della nostra congregazione: la comunità dello studentato teologico internazionale.

Quattordici giovani, provenienti da diversi paesi del mondo, si stanno preparando per essere le nuove forze missionarie della chiesa e della nostra famiglia saveriana. Ecco la nuova missione che i miei superiori mi hanno appena affidato: accompagnarli nel loro cammino formativo come vice-rettore.

Un salto notevole

Non posso nascondere che il salto è stato notevole. Dopo 16 anni spesi in Colombia, a contatto con questo popolo cosi sofferente, ma anche così accogliente e pieno di gioia, il distacco non è stato facile. Il missionario, quando lascia il suo paese e parte per una nuova realtà che gli viene donata, si immerge completamente in essa. Impara a vivere con la gente e a parlare come le persone che incontra, condividendone gioie e dolori…

E quando l’obbedienza professata richiede di lasciare ciò che, con tanta fatica, è stato costruito, subentra la logica della fede, del chicco di frumento che solo morendo potrà portare frutti abbondanti.

È la logica di morte/risurrezione che cerco di vivere all’inizio di questa nuova tappa della mia vita.

La missione su tre fronti

In Colombia, la mia attività, l’avevo svolta su tre fronti: l’animazione in tante scuole, per proporre ai giovani la nostra scelta missionaria e invitarli a un cammino di discernimento vocazionale; la pastorale missionaria in una parrocchia dove, insieme ad altri confratelli, abbiamo dato importanza e priorità alla formazione dei laici, affinché si preparassero bene e diventassero, a loro volta, formatori.

Il terzo fronte di impegno è stato quello dell’organizzazione e coordinazione delle quattro comunità che attualmente compongono la regione saveriana della Colombia. Tanti volti incontrati, tante storie condivise, tante confidenze ricevute. Torno in Italia dopo più di vent’anni di assenza (avevo infatti concluso gli studi della teologia negli Stati Uniti). Trovo un paese cambiato e anche una famiglia missionaria diversa.

La fortuna di vivere a Parma

È uno stimolo il fatto di tornare nel luogo di nascita della nostra Congregazione, là dove san Conforti, ispirato dalla figura del Saverio, pensando a tanti che ancora non conoscevano il vangelo, ha fondato la nostra Congregazione.

Ovviamente, non sono solo in questo nuovo servizio. Con p. Fabrizio Tosolini, rettore, e p. Alfio Coni, direttore spirituale, componiamo l’equipe formativa di questi giovani saveriani. La loro esperienza è di grande aiuto per poter entrare nella dinamica formativa.

Accompagnateci con il ricordo e la vostra preghiera, soprattutto per chiedere al Signore che continui a inviarci missionari, che possano essere il futuro dei saveriani.



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