Una festa tanto attesa: P. Galeani e il 50° di Messa ad Albano
La nipote di p. Alessandro Galeani, saveriano laziale, ci racconta la felice giornata di ringraziamento, organizzata per lo zio missionario, tornato dal Giappone dopo nove anni.
Il ritorno di p. Alessandro per noi è stato motivo di immensa gioia. Infatti, erano ben nove anni che lo zio non tornava in Italia dalla missione in Giappone, dov'è parroco e direttore della scuola materna a Kobayashi. Inoltre, quest'anno per lo zio ricorreva il 50.mo anniversario di ordinazione sacerdotale. Insieme ad altri saveriani "compagni di Messa", anch'egli aveva partecipato al ritiro spirituale a Como e al pellegrinaggio al santuario del beato Conforti a Parma e alla montagna francescana di La Verna. Perciò anche noi abbiamo cercato di festeggiarlo nel miglior modo possibile, nel suo paese natale.
Stessa fede del primo giorno
Il 6 luglio scorso, nel duomo di Albano Laziale, p. Alessandro ha celebrato una Messa solenne, insieme a suo cugino don Pietro e a tre confratelli saveriani, provenienti da varie parti del mondo: il pugliese p. Vito Scagliuso, missionario in Indonesia e in Sierra Leone, il messicano p. Armando Navarrete, missionario in Colombia, e il congolese p. Ramazani Katindi, missionario in Camerun.
Al termine della celebrazione ci siamo recati in un piccolo ristorante tipico della zona dei Castelli Romani per festeggiare p. Alessandro, insieme ai fratelli e alle sorelle, ai nipoti e pronipoti, ai cugini e agli amici.
Sono passati tanti anni dalla sua partenza per il Giappone, avvenuta l'8 agosto del 1959. La sua fede era già grande e sincera; ma sono sicura che adesso, dopo quasi 50 anni di apostolato missionario, la sua fede e la sua carità siano cresciute e diventate ancora più solide.
Padre Alessandro è ripartito per il Giappone il 24 agosto, con l'entusiasmo della prima volta: in ottobre la chiesa di Kobayashi, dove egli lavora, festeggia il cinquantesimo di fondazione. Credo sia bene far conoscere il suo impegno missionario e la passione con cui lo porta avanti ogni giorno, visto che i sacerdoti di questa "razza" stanno scomparendo.
La missione e i giovani
Mi rendo conto di essere un po' dura nell'esprimermi così, ma posso assicurare che nelle nostre zone ci sono davvero tante difficoltà nel far avvicinare i ragazzi alla chiesa. Sono un'insegnante di scuola elementare e posso testimoniare che le nuove generazioni conoscono molto poco del lavoro e dell'impegno che i missionari mettono per realizzare i progetti di carità e per far conoscere il vangelo a tutti i popoli della terra.
Se permettete, vorrei suggerire una strada: ampliare la conoscenza del mondo missionario anche e soprattutto ai più piccoli, che sono i pilastri della nostra società. Dalle esperienze di vita dei missionari essi possono ricavare preziosi insegnamenti per il loro futuro. Potrebbe essere una buona base di partenza per riuscire a costruire un mondo migliore.








