Da un lungo cammino ti ritiri, stanchezza dici di non avere mentre i tuoi occhi sono pronti a lacrimare e col pensiero dietro vuoi tornare al villaggio che dovesti lasciare.
Specie i bambini, che del tuo amore hai dovuto privare. Essi ti domandarono al tuo arrivo: perché sei qui? Sei venuto a combattere con noi? Qual è la tua arma?
Con tanta dolcezza e coraggio rispondevi che tu l’arma nel cuore avevi. E alzando la mano, il Crocifisso veder facevi e dicevi: "Questa è l'arma dell'amore, che tutti salvi vi vuole!".
E in quel terreno arido e incolto, ti mettesti la tua missione a fare e senza mai stancare, vecchi, giovani, bambini anche ammalati provasti a curare.
Dalle tenebre alla luce li facesti passare, ma nessun di loro li seppe accettare. Con la loro cattiveria in una cella ti hanno imprigionato; ti calunniarono, ti bastonarono, ed il rosario dalle mani ti strapparono e via te lo buttarono.
In piedi, notte e giorno, chiuso in una cella ti lasciarono. Pur senza corona, in cella il rosario ti mettesti a recitare e a ogni "Ave" che tu pronunciavi una sbarra toccavi.