Un regalo del Signore, La visita ai missionari in Brasile
Il viaggio missionario della scorsa estate in Brasile è stato la conclusione di un cammino, percorso con i missionari saveriani di Desio. Ci siamo trovati regolarmente, come gruppo “Sequela”, a pregare e a riflettere insieme sul senso della nostra vita ispirati dai personaggi della Bibbia.
Dopo aver ascoltato alcune testimonianze, è nato in noi il desiderio di toccare con mano la vita della missione e di vivere un’esperienza missionaria.
Padre Renato e i kayapò
Ci siamo preparati alla partenza con alcuni incontri per conoscere qualcosa sulla storia sociale, culturale e politica del Brasile e per imparare qualche parola di portoghese. Abbiamo organizzato anche due serate per raccogliere qualcosa da portare là. La nostra esperienza è stato un regalo del Signore.
La prima parte della nostra esperienza è avvenuta a Redençao, una cittadina dello stato del Parà. Siamo stati accolti da p. Renato Trevisan con la gioia, la cura e l’attenzione speciale di un padre buono. Grazie a lui, abbiamo incontrato un gruppo di indio kayapò, ai quali egli dedica tutta la sua vita. Hanno perso il loro habitat naturale a causa del disboscamento della foresta. Padre Renato li aiuta a integrarsi nella società brasiliana e fa conoscere loro Gesù e il vangelo.
Siamo stati anche nelle “fazende”, distese smisurate di terre abbandonate, possedute da un unico padrone, mentre tanta gente non riesce ad avere un pezzo di terra per costruirsi la casa. Abbiamo conosciuto la vita della parrocchia di Redençao, partecipando alla Messa quotidiana. I laici sono fondamentali nella vita della chiesa. Ognuno ha un compito preciso e sono molti ad essere coinvolti nella varie iniziative.
Andrea e i bambini di strada
Poi ci siamo spostati ad Abaetetuba, sulle rive del grande fiume Rio delle Amazzoni. Qui abbiamo incontrato i bambini di strada, ospiti della parrocchia, e Andrea Franzini, un giovane volontario cremonese, che si occupa dell’attività pastorale dei minori. Da lui abbiamo capito come si fa animazione con loro. Ci dice che il centro della pace, da poco costruito, è a servizio della gente. È la gente stessa a fare le proposte di aiuto per i ragazzi. Questo è un bel segno, perché il volontario deve condividere le speranze e le attese delle persone del luogo.
Abbiamo vissuto tante altre esperienze che ognuno di noi porta nel cuore. Sono ricordi indimenticabili. Ora, tornati a casa, abbiamo il desiderio di far conoscere agli altri ciò che abbiamo vissuto.
Abbiamo anche la voglia di vivere con maggiore coerenza, perché anche noi siamo responsabili della povertà di tanta gente.








