Arrivederci, padre Giulio Mattiello
Pensavo di unirmi nella celebrazione della santa Messa, alle 7,30 di domenica 2 ottobre. Nella chiesetta di padre Uccelli, padre Giulio Mattiello mi aveva appena preceduto e stava per indossare i paramenti sacri. Entro e faccio un passo verso di lui che, con la faccia sconvolta e in affanno, prorompe: “Mi sento male”. E cade a terra d’un tratto. Subito viene soccorso dalle persone presenti. Si corre al telefono per l’ambulanza, che giunge poco dopo. Un rapido esame e i due infermieri concludono: “Non c’è più niente da fare. Il padre è deceduto”. Si decide per il trasporto dell’infermo all’ospedale, ove vengono eseguiti ulteriori accertamenti. Ma padre Giulio non è più.
In chiesa, la santa Messa ha inizio comunque. Al vangelo, avverto i fedeli: “Per questa volta la predica è superflua. Ma interviene ancora il vangelo ad ammonire opportunamente: “Tenetevi pronti, perché non sapete né il giorno né l’ora in cui arriverà il Figlio dell’uomo”.
I solenni funerali hanno avuto luogo nella chiesa di Altavilla, paese di padre Giulio, e un loculo di pietra, riservato ai sacerdoti, ne ha accolto le spoglie.
Goda in cielo la pace eterna.








