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Domenica 27 febbraio, presso la parrocchia Madonna Missionaria di Macomer, abbiamo celebrato l’Eucaristia in suffragio del nostro primo parroco, il saveriano p. Ezio Marangoni, morto il 19 febbraio a Vicenza.

Arrivato a Macomer nel 1969, con una solida formazione missionaria e con l’esperienza sul campo in Congo RD, inizia a lavorare nella casa dei saveriani. Erano anni di grande entusiasmo. Il rione era popolato di famiglie giovani con figli. L’economia era in espansione, c’erano lavoro e un movimento significativo a livello sociale e culturale post 1968. Il Concilio Vaticano II era finito da poco e anche all’interno della Chiesa c’era una grande tensione verso il rinnovamento. I laici iniziavano a prendere coscienza del loro ruolo, a partecipare attivamente alla Liturgia e alla vita in parrocchia. La Messa non più in latino ma in italiano era finalmente più comprensibile e accessibile a tutti.

Padre Ezio inizia a lavorare con i giovani, dedica loro tempo ed energia. Aveva un entusiasmo contagioso, tanto da riuscire a formare una comunità di base. Nel 1970, il vescovo di Alghero, Mons. Spanedda, lo nomina parroco e gli affida l’incarico di fondare la parrocchia “Madonna Missionaria”. I giovani si impegnano nell’opera a sostegno delle missioni, raccolgono carta e vestiti e il ricavato viene devoluto alle missioni. Sono molto attivi anche nel visitare anziani ed ammalati. Viene curato anche l’aspetto formativo in linea con il Concilio, che fa presente la centralità della Parola di Dio, della Liturgia e del Catecumenato. I giovani sono gli animatori delle Messe domenicali e con le chitarre e i canti trasmettono la gioia. Durante la settimana, guidati da p. Ezio, ci sono momenti di preghiera e ascolto della Parola e, ogni mese, un ritiro spirituale in una sala presso il lago di Gusana.

P. Ezio, però, ha un grande sogno: formare una comunità più completa, con famiglie, coppie giovani con figli e anziani. Un giovane e un presbitero di Roma gli parlano del Cammino Neocatecumenale e lo invitano a una celebrazione a Roma. Padre Ezio accetta l’invito e vede che il suo sogno si può realizzare. Arrivano tre catechisti da Roma e nasce la prima Comunità Neocatecumenale in Sardegna. Padre Ezio è stato un albero buono che ha prodotto frutti buoni. Nella nostra parrocchia i frutti sono reali: una vocazione sacerdotale missionaria, don Ottavio, presbitero itinerante in Messico, attualmente parroco a Padria e Mara; due diaconi, Nanni Serra e Antonello Dore, tre accoliti e un lettore, tanti catechisti per bambini, giovani e adulti, ma anche tante coppie che hanno riscoperto il loro matrimonio come sacramento. Una famiglia è stata in missione per due anni a Perth in Australia.

Dopo che i saveriani hanno riconsegnato la parrocchia alla Diocesi nel 1975, la pastorale di evangelizzazione è andata avanti sul solco da lui tracciato e si è estesa a numerose parrocchie in tutta l’Isola. Nel 2023 si compiranno i cinquant’anni dalla nascita della prima Comunità Neocatecumenale. Avevamo pensato di invitarlo, come già fatto per i quarant’anni, ma il Signore ha preparato per lui una festa migliore in cielo, dove gli ha consegnato il premio per una vita spesa a servizio della Chiesa.

Ho un grande debito di riconoscenza verso di Lui. Mi ha accolto insieme a mia moglie, dopo che ci eravamo allontanati dalla Chiesa da molti anni. Ha avuto molta pazienza e ringraziamo Dio di avercelo donato. Ora dal cielo pregherà per noi, per questa parrocchia a lui tanto cara, perché mantenga la vocazione missionaria e perché possa nuovamente annunciare la vittoria di Gesù Cristo sulla morte nelle case e nelle piazze della nostra parrocchia. Mi sembra di sentirlo ancora davanti a situazioni difficili: “O Gesù, tiraci su!”.

Anche il sindaco di Macomer, Antonio Onorato Succu, ha lasciato il suo ricordo via social di p. Ezio. “Ha caratterizzato l’inizio della mia adolescenza fino al 1975. Non era un conservatore, pur custodendo i valori più alti del cattolicesimo. Era un innovatore e anticipava i tempi. Ciò che oggi è scontato nel 1970 non lo era. Lo ricordo sorridente, gioviale e coinvolgente. Ha iniziato a celebrare la Santa Messa nel salone, adattato, che si affaccia su via Papa Simmaco, e la parrocchia diventò così il centro di aggregazione sociale del quartiere e non solo. Grazie p. Ezio, a nome della Città, per ciò che hai fatto e per l’impronta di solidarietà che ci hai lasciato.



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