Un anno straordinario
In occasione del 90° anniversario di presenza saveriana in Romagna, pubblichiamo una testimonianza ricordo e una scoperta inedita. Ci sembra il modo migliore per accompagnare un evento centrale nella storia dei saveriani, di cui vi diremo ancora nei prossimi numeri.
Sono andato a salutare mons. Giorgio Biguzzi e i saveriani della comunità di San Pietro in Vincoli, mio paese natale, con Marisa Greppi, vicina di casa a Ravenna. L’accoglienza è stata cordiale come è nello stile dei saveriani e così pure la conversazione.
Ho vissuto momenti di vera gioia andando poi con la memoria a quell’ultimo anno di noviziato del 1968-69, quando ho avuto l’opportunità di vivere momenti forti di preghiera e anche di svago con i novizi di allora. P. Alessandro Patacconi, maestro dei novizi, coraggiosamente, in accordo con p. Dante Mainini, prefetto alla formazione, mi propose di tenere un’ora di lezione la settimana di introduzione alla filosofia a quei ventinove novizi, di qualche anno solamente più giovani di me. Un’esperienza davvero unica! Penso che quell’anno sia stato uno dei più belli della mia vita.
La comunità era formata da p. Alessandro Patacconi, dal vice p. Giuseppe Viotti, dal padre spirituale Angelo Lampis, da p. Nazzareno Corradini e dall’economo p. Ildo Chiari. In realtà, non sono stato io ad insegnare ai novizi, ma loro mi hanno dato tanto non solo per l’amicizia vera, ma soprattutto per la carica e l’entusiasmo missionario. Con grande soddisfazione, poi li ho seguiti con la preghiera e con qualche visita nel loro percorso formativo prima a Tavernerio negli anni del liceo, poi a Parma, fino all’ordinazione. P. Rino Benzoni, diventato poi superiore generale, l’ho ritrovato a Roma nel periodo natalizio e, gentilmente, mi ha accompagnato a visitare alcuni presepi in città. Successivamente ho rivisto a Ravenna p. Luigi Menegazzo, succeduto a Padre Benzoni come superiore generale, in occasione del processo di beatificazione del fondatore, il vescovo Guido Maria Conforti. La dipartita improvvisa poi di p. Menegazzo mi ha profondamente addolorato.
Ho sempre considerato la comunità dei saveriani come la mia seconda casa. Padre Patacconi di questo ne era contento e mi diceva sempre, scherzando: “Tu Nevio sei uno dei miei novizi migliori”. Veniva spesso a far visita a questi giovani il Dottor Gioacchino Strocchi medico condotto del paese, molto legato anche lui ai saveriani. Vedendoli una volta al lavoro nei campi se ne uscì con questa battuta: “Guarda che bella terra di papaveri hanno i novizi; peccato vi sia qualche spiga di grano qua e là”. L’umorismo e l’ironia non gli mancavano! Per questo, in mezzo a tanta gioventù non sentiva il peso degli anni. Anche lui, come me, assisteva spesso alle liturgie che si svolgevano in Istituto, compresa l’ora di adorazione del giovedì. Ora che questi giovani già avanti con l’età sono sparsi nelle varie missioni del mondo, a me resta il piacevole ricordo di quell’anno, e soprattutto il preciso dovere di pregare per loro.







