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SUD/NORD NOTIZIE: Importanti novità

Campagna contro le armi leggere. Una quarantina di ong internazionali, tra cui Pax Christi e Amnesty, hanno lanciato una campagna contro il commercio internazionale d'armi leggere in vista della conferenza dell'Onu che si terrà a New York dal 26 giugno al 7 luglio. L'idea di un Trattato internazionale sul commercio d'armi ha già ricevuto il sostegno dell'Unione europea. Ora, il problema sarà convincere Stati Uniti e Cina. Si calcola che le armi leggere uccidano una persona al minuto. L'Italia è il secondo produttore al mondo dopo gli Stati Uniti; nel 2004 il nostro governo ha autorizzato le banche italiane a operazioni di export di armi per un valore di 1,3 miliardi di euro. Tra gli acquirenti delle armi italiane negli anni novanta c'erano anche l'Iraq di Saddam e la Sierra Leone.

• Gasdotti internazionali. Il gas di Niger e Algeria arriverà con più facilità sulla costa mediterranea utilizzando un'unica conduttura. È questo il progetto congiunto annunciato ad Algeri dai ministri dell'energia dei due stati. Il gasdotto è stato presentato come un grande esempio di cooperazione economica tra Paesi africani.

Un accordo simile è stato trovato anche da Brasile, Venezuela e Argentina: sarà costruito un grande gasdotto che collegherà i tre paesi, per sviluppare una politica di esplorazione e di sfruttamento congiunto dei giacimenti di idrocarburi. Il gasdotto sarà lungo circa ottomila chilometri, costerà circa 20 miliardi di dollari e sarà in grado di trasportare fino a 150 milioni di metri cubi di metano al giorno. Brasile e Argentina, sarebbero così in grado di soddisfare il loro fabbisogno quotidiano di gas con un unico fornitore: il Venezuela. Quest'ultima eventualità si ritorcerebbe contro la Bolivia, per ora principale fornitore di metano sia di Brasilia che di Buenos Aires.

Situazioni a rischio

• Una barriera al confine. Il progetto statunitense per la costruzione di un muro al confine con il Messico, per frenare l'immigrazione clandestina, ha suscitato molte critiche. “È un segnale pessimo per un Paese che si professa democratico. I muri del secolo scorso sono stati abbattuti dagli stessi cittadini in cerca di libertà e democrazia” ha detto il presidente Fox. Secondo il cardinale messicano Noberto Rivera “gli Stati Uniti dovrebbero piuttosto stendere ponti e se proclamano la globalizzazione devono essere coerenti”. Anche la Conferenza episcopale messicana si è espressa contro la costruzione della “barriera”: “è una decisione xenofoba, egoista e ingiusta e non fermerà l'immigrazione”. Ogni anno, oltre 400.000 messicani cercano di emigrare verso gli Usa. Nel 2004, almeno 327 clandestini sono morti in questo disperato tentativo. D'altro lato, la manodopera messicana è molto richiesta negli Stati Uniti.

• Ciad-Sudan: verso la pace? Le tensioni in corso da settimane tra Ciad e Sudan non accennano a diminuire. Il leader libico Gheddafi, però, ha annunciato di voler presentare un'iniziativa per dirimere la disputa tra “paesi fratelli e vicini”. Gheddafi vuol chiedere all'Unione africana di dispiegare lungo la frontiera tra Ciad e Sudan i tremila militari della forza di pace africana presenti in Darfur. Così facendo potrebbero diminuire le infiltrazioni dei ribelli nei due territori e il trasferimento di armi da un lato all'altro della frontiera. A Tripoli le parti si sono incontrate grazie alla mediazione della Libia e del presidente della Ua, il congolese Nguesso. Ciad e Sudan si sono impegnati a impedire reciprocamente l'uso del territorio per attività ostili, a non accogliervi ribelli, a non fornire sostegno a gruppi armati dei due paesi e a sospendere qualsiasi campagna di stampa negativa.

• Nepal: crisi dimenticata. Dieci anni fa in Nepal, nazione himalayana che fa da cuscinetto tra Cina e India, irrompeva con violenza la guerriglia guidata dal Partito comunista maoista. L'intento dei ribelli era sradicare la divisione in caste e l'oppressione sui contadini e sulle minoranze. Il conflitto ha causato almeno 13.000 vittime e centinaia di migliaia di sfollati interni. Molti di loro appartengono alla “classe medio bassa” presa di mira dai maoisti, ma ci sono anche tanti contadini e normali cittadini messi in fuga dalla violenza di ribelli e soldati. Le condizioni di vita peggiorano di giorno in giorno. Il governo nepalese, però, non riconosce l'esistenza dei profughi e li considera semplici migranti per ragioni economiche o personali.

Il re Gyanendra, che dal 2002 ha licenziato quattro volte il governo, sciolto il parlamento e dal febbraio del 2005 ha preso il controllo diretto dei poteri esecutivi, non sembra disposto ad accettare il piano dei maoisti. Quest'ultimi pretendono la formazione di un'assemblea costituente per decidere se mantenere la monarchia o passare a un sistema repubblicano. Intanto, ai primi di febbraio, dopo sette anni, in 36 municipi si sono svolte le elezioni comunali che sono state precedute da un clima di violenza e che sono state boicottate dai partiti dell'opposizione. L'affluenza alle urne è stata di circa il 20%, la più bassa nella storia di questa giovane democrazia nata nel 1990. In altre 22 municipalità non si è votato poiché gli incarichi sono stati assegnati direttamente agli unici candidati presentatisi in lizza. Restano vacanti 3.528 incarichi politici per i quali non ci sono state candidature. È il segnale della difficile situazione che sta vivendo il Paese.

Padre Pius, pro prefetto apostolico si augura che il Paese possa riprendere la via del dialogo e che le parti mostrino disponibilità a raggiungere il traguardo di una definitiva soluzione pacifica. Sulla situazione della Chiesa, dice: “come piccola minoranza, viviamo in una situazione abbastanza tranquilla; condividiamo le ansie e le preoccupazioni della popolazione”.

MISSIONI NOTIZIE

Fraternità brasiliana

• Campagna quaresimale 2006. Durante la Quaresima, da 40 anni la chiesa brasiliana organizza la “campagna di fraternità”. L'iniziativa è una grande opportunità di evangelizzazione, perché vuole promuovere un'autentica cultura di solidarietà sociale coerente con il vangelo. Per il 2006, il tema scelto è “Fraternità con le persone disabili” e mette al centro i problemi delle persone disabili, spesso vittime di discriminazione e pregiudizi. La campagna di fraternità intende raggiungere obiettivi precisi. Prima di tutto, far conoscere meglio la realtà dei disabili e riflettere sulla loro situazione alla luce della Parola di Dio. Poi, vuole promuovere la loro dignità e i loro diritti, indicando i valori evangelici che dovrebbero guidare le relazioni con queste persone. Infine, desidera rendere i disabili protagonisti della storia, nella famiglia, nella chiesa e nella società.

Violenza in oriente

• Filippine: tensione e paura. Una famiglia è stata uccisa nella regione di Mindanao a maggioranza islamica, da alcuni guerriglieri che hanno aperto il fuoco sulla gente innocente del villaggio. Le ragioni del massacro sono sconosciute, ma la famiglia era cristiana e l'episodio potrebbe essere utilizzato per soffiare sul fuoco del conflitto religioso. Padre Eliseo Mercado, missionario filippino, fa notare che “la popolazione locale soffre per la situazione di conflitto prolungato che non permette loro di condurre una vita normale. È una situazione dove non regna la legalità ma l'arbitrio, e tutti i soggetti coinvolti violano le semplici regole democratiche e i diritti civili. Occorre studiare questa crisi, scoprirne cause e radici, dialogare, trovare soluzioni ragionevoli. Come gli altri cittadini, i cristiani vivono in uno stato di tensione e paura”.

• India: attacchi contro i cristiani. Ci sono stati nuovi attacchi contro il personale cristiano in India da parte di fondamentalisti indù. Nel mirino questa volta sono entrati un vescovo cattolico e tre sacerdoti indiani.

Mons. Thomas Dabre, vescovo di Vasai, durante l'inaugurazione di un nuovo centro di accoglienza per ragazzi orfani e bambini di strada, è stato bersagliato da un lancio di pietre da parte di un movimento integralista indù. Oltre cento militanti si sono avvicinati al vescovo, hanno cominciato a gridare slogan e a tirare pietre, causando paura e scompiglio. A Bhopal, invece, un'assemblea di cristiani protestanti, di denominazione pentecostale, durante un incontro di preghiera è stata attaccata da 20 militanti armati con bastoni e coltelli. I leader cristiani di tutte le confessioni hanno chiesto alle autorità un'indagine per individuare i colpevoli di queste violenze.

• Pakistan: la via del dialogo. L'intolleranza religiosa è un male da monitorare, combattere e sradicare. Lo hanno detto leader civili e religiosi in un seminario tenutosi a Lahore. Tutti hanno concordato sul fatto che è responsabilità comune individuare cause e rimedi per il fenomeno dell'intolleranza religiosa che ancora affligge il Pakistan. È compito del governo promuovere il pluralismo e la tolleranza religiosa nel paese, garantendo uguali diritti per tutti i cittadini e per le comunità religiose di minoranza. Ma anche gli stessi leader religiosi devono impegnarsi di più e utilizzare la loro capacità di parlare alla coscienza dei fedeli per creare pace e armonia.

Mons. Saldanha ha sottolineato la necessità di separare religione e stato, fede e vita pubblica: “anche nei programmi delle scuole nazionali vi sono molti elementi che inducono a sviluppare odio verso indù e cristiani. Come ci si può aspettare, a questo punto, che i ragazzi diventino aperti e tolleranti, una volta cresciuti?”. Inoltre, le comunità religiose minoritarie, come cristiani e indù, non hanno sufficiente spazio nei mezzi di comunicazione, così risulta difficile creare maggiore comprensione e armonia e dare un'immagine autentica della loro vita e delle loro attività.

Una storia speciale

• Testimone di frontiera. Si fa chiamare Tran Son Lam e fa l'agricoltore in Viet Nam. È sposato, ha quattro figli e da 25 anni è missionario laico, al servizio di un'appassionata evangelizzazione delle minoranze etniche nei pressi della frontiera con il Myanmar. Lam ha raggiunto più di 200 villaggi; oggi in quella zona vivono circa 6500 cattolici. Nel 1975, Lam è stato catturato dalle forze comuniste durante una battaglia. Fu allora che nella preghiera prese l'impegno di consacrarsi a evangelizzare uomini e donne delle minoranze etniche residenti nella sua patria. Lam ha percorso anche cinquanta chilometri al giorno su viottoli di montagna, dormendo nella foresta. I primi battesimi risalgono al 1995: battezzò lui stesso 24 famiglie in un villaggio, trasmettendo la lista dei nuovi cristiani al vescovo della propria diocesi. In seguito, ha esteso l'attività di apostolato verso un gruppo di lebbrosi rifiutati dalla loro etnia e ha stretto amicizia con i giovani, condividendo le loro usanze. Stabilita una certa familiarità, ha iniziato a parlare loro di Dio. Lam definisce la sua opera d'evangelizzazione “una grazia di Dio, una vocazione, una responsabilità, una passione”.



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