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Ricordi di missione e attualità

2004 10 Lazzari2Io, cittadino indonesiano per adozione e ora, per ragione di salute, costretto a un periodo di soggiorno in Italia, devo rassegnarmi a seguire da lontano gli avvenimenti di quest’angolo meraviglioso di mondo che amo e per il quale ho donato gli anni più belli della mia vita.

Safari tra fiumi e mari

Mi ritornano alla mente gli anni meravigliosi passati, quando, giovane carpentiere e missionario tardivo, per grazia di Dio, sognavo grandi progetti: cooperative, pozzi, acquedotti, piantagioni di cannella, chiodo di garofano e di biondeggianti risaie.

Mi ritornano in mente i mentawaiani vestiti di tatuaggio; il carattere battagliero dei batacchi; la gentilezza insidiosa dei giavanesi e la cortesia ingannevole dei minangkabau.

Mi rivedo, in tenuta da safari, solcare mari e fiumi insidiosi, per portare la speranza del vangelo a gente semplice e succube di credenze e di superstizioni; il conforto assistenziale agli ammalati e agli anziani, i cui occhi vedevo brillare alla sola presenza del missionario; gli interminabili raduni dove le lunghe celebrazioni liturgiche erano precedute dalla catechesi e seguite da interessanti dibattiti su un corretto comportamento di vita; vere e proprie lezioni di agricoltura, di economia e di igiene.

Ospitalità e solitudine

Ricordo l’ospitalità dei cristiani e dei non cristiani, che si sentivano tutti onorati della presenza del missionario. Le lunghe serate sulla veranda a fumare, a bere e a conversare con gli anziani, prima di andare a dormire; le fatiche della giornata compensate da un breve sonno consumato su una semplice stuoia sotto una rudimentale zanzariera.

Sentivo la solitudine e la mancanza delle comodità della nostra civiltà: il telefono, la luce, il giornale, la posta giornaliera, la macchina, la televisione. Una radiolina a batteria e la navetta della missione, che ci raggiungeva ogni fine mese, erano gli unici contatti con il resto del mondo, che immaginavo lontano, oltre il meraviglioso tramonto del sole.

Il sogno di popoli fratelli

Ora le comunicazioni sono più frequenti, i mass media si sono moltiplicati. Ma per questo grande popolo, che ha registrato tante conquiste tecniche e sociali, rimane la triste realtà di un governo inadeguato.

La distanza tra i ricchi e i poveri è diventata una voragine che rischia di compromettere le generazioni future. I popoli e le culture, sottomessi a un regime dittatoriale corrotto, in contrasto con i principi sanciti dalla carta costituzionale, sono sempre più desiderosi di autonomia e indipendenza, mentre estremisti islamici sono tentati di aderire a metodi terroristici, anche contro le comunità cristiane.

Chissà che un giorno, superate le barriere degli interessi personali, non sia concesso a questo grande insieme di popoli di ritrovarsi, tutti fratelli, in questo immenso arcipelago che racchiude in sé un tratto della bellezza stessa di Dio.



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