La missione come un filo colorato
Ogni mese dell’anno è “mese missionario”, tempo favorevole per l’annuncio gioioso del Vangelo, tempo propizio per portare nel cuore le fatiche e le speranze dei missionari, le gioie e le sofferenze dei popoli, i dolori di questo nostro mondo assetato di giustizia e di verità, in un’intercessione instancabile e aperta alla conversione personale della vita.
Come un filo colorato, insieme alle trame delle nostre giornate carmelitane, l’impegno missionario attraversa la nostra vita. Ce lo testimonia la stessa patrona delle missioni, la nostra cara sorella Santa Teresa di Gesù Bambino che al Carmelo fu “missionaria d’amore e di sacrificio”, indicandocene la via. Infatti, al Carmelo la missione si vive portando nel cuore le angosce di chi non ha voce e non conta agli occhi del mondo, facendo nostre le speranze dei missionari che con coraggio si donano per il prossimo, ricamando con ogni vissuto umano una preghiera vivente offerta a Dio.
Essere missionarie al Carmelo significa anche regalarci reciprocamente in comunità il dono di una testimonianza evangelica efficace, di una vita a colori, per aiutarci a camminare sempre insieme nella fede, nella speranza e nella carità. L’ordinarietà della nostra vita, fatta di preghiera, lavoro, tempi di solitudine e vita comunitaria, ci mette costantemente di fronte all’urgenza di un continuo movimento di conversione, per lasciarci evangelizzare da chi ci sta accanto, consapevoli che ogni piccolo gesto, sguardo, parola, può diventare seme fecondo di pace e di comunione per tutta l’Umanità e raggiungere con frutti di bene gli estremi confini della terra.







