Messaggi alle chiese: Quaresima, “Con lo sguardo di Cristo”
Pubblichiamo una parte del messaggio di papa Benedetto XVI per la quaresima
La quaresima è il tempo privilegiato del pellegrinaggio interiore verso Colui che è la fonte della misericordia. È un pellegrinaggio in cui Gesù ci accompagna attraverso il deserto della nostra povertà, sostenendoci nel cammino verso la gioia intensa della pasqua. Anche oggi il Signore ascolta il grido delle moltitudini affamate di gioia, di pace, di amore.
Anche oggi lo “sguardo” commosso di Cristo non cessa di posarsi sugli uomini e sui popoli.
La chiesa sa che, per promuovere un pieno sviluppo, è necessario che il nostro “sguardo” sull'uomo si misuri su quello di Cristo. Infatti, in nessun modo è possibile separare la risposta ai bisogni materiali e sociali degli uomini dal soddisfacimento delle profonde necessità del loro cuore. Questo va sottolineato soprattutto in questa nostra epoca di grandi trasformazioni, nella quale percepiamo in maniera sempre più viva e urgente la nostra responsabilità verso i poveri del mondo. Per questo il primo contributo che la Chiesa offre allo sviluppo dell'uomo e dei popoli non si concretizza in mezzi materiali o in soluzioni tecniche, ma nell'annuncio della verità di Cristo.
Dinanzi alle terribili sfide della povertà di tanta parte dell'umanità, l'indifferenza e la chiusura nel proprio egoismo si pongono in un contrasto intollerabile con lo “sguardo” di Cristo. Il digiuno e l'elemosina che, insieme con la preghiera, la chiesa propone in modo speciale nel periodo della quaresima, sono occasione propizia per conformarci a quello “sguardo”.
Nessun progetto economico, sociale o politico sostituisce quel dono di sé all'altro nel quale si esprime la carità.
La chiesa sente come proprio compito quello di chiedere a chi ha responsabilità politiche, economiche e finanziarie di promuovere uno sviluppo basato sul rispetto della dignità di ogni uomo.
A Maria affido il nostro cammino quaresimale, perché ci conduca a suo Figlio. A lei affido in particolare le moltitudini che ancora oggi, provate dalla povertà, invocano aiuto, sostegno, comprensione.








