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Il 6 aprile 1960 si inaugurava la casa saveriana di Macomer. Nel frattempo era cresciuto e si era diffuso a macchia d’olio lo spirito e la consapevolezza del carisma missionario presso la gente, un po’ in tutta l’isola e spesso nelle zone più sperdute. 

Il gruppo “Amici dei Saveriani” era iniziato nel marzo 1954 ed era aperto a tutti i laici che avevano interesse per le missioni del mondo intero. Lo spirito missionario era sostenuto dalla preghiera, come il rosario missionario, e dagli incontri di formazione e di amicizia con i Saveriani. C’era poi la tradizione delle delegate missionarie nelle parrocchie, vero e proprio collante nei rapporti con i parroci e col territorio, che teneva vivi i legami con le famiglie, con i benefattori e i sostenitori del giornale “Missionari Saveriani” (con la pagina locale che si chiamava “Sardegna Missionaria”). Tutto era iniziato fin dai tempi dell’animazione missionaria di Tortolì (1947). 

Il 9 aprile 1961, p. Morandi organizza il primo convegno delle Delegate Saveriane e degli Amici dei missionari Saveriani. La giornata era iniziata con una visita all’Istituto appena completato. In quell’occasione, p. Morandi ricorda i tre impegni delle Delegate: la preghiera per le vocazioni missionarie; l’aumento dei lettori del giornale per far conoscere le missioni della Congregazione nel mondo che, dopo l’espulsione dalla Cina (1951), si stavano diffondendo in Africa, Asia e America Latina; l’iniziativa speciale di un dono di una sedia per ammobiliare le aule degli studenti nella casa di Macomer e l’adozione di un allievo missionario. 

Quanto tempo è passato! Quante delegate e amici sono andati a riposarsi in Paradiso e hanno trovato tanti missionari che hanno aiutato in questi anni. Molte di loro cominciano ad avere una certa età e aspettano che qualcun altro e qualcun’altra continuino ciò che loro hanno iniziato. Mi diceva una delegata (99 anni) che lei era stata chiamata a tale servizio da p. Lampis, il primo Saveriano sardo. Sono queste brave persone dal cuore grande che mantengono i contatti nei paesi, che si impegnano nell’Ottavario dei defunti (Ottodies), che seguono i sostenitori del giornale (controllo indirizzi, invito ad aderire), che pregano per i missionari e che spesso ci fanno dei doni per tenerci in salute. 

Certo, ci vorrebbero altre persone un po’ più giovani per continuare questo servizio, gratuito e vissuto con amore. Qualcuno si sta avvicinando e lo ringraziamo, perché la missione è il centro della vita della Chiesa e tutti sono invitati a far conoscere Gesù, cominciando dal proprio paese e territorio. A nome dei missionari, grazie a tutte e tutti, perché ci avete aiutato e ci aiutate a crescere. Che il Signore Gesù sia la loro ricompensa!



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