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Spesso i sacerdoti del decanato di Desio s’incontrano nella casa dei saveriani per i loro incontri di pastorale. Iniziano con la preghiera in chiesa e poi si ritirano in una sala per un incontro formativo e per uno scambio sulle problematiche delle parrocchie. Segue poi il pranzo insieme alla nostra comunità, che è lieta di accogliere questi sacerdoti amici.

Mons. Conforti e il cardinal Ferrari

In occasione della festa del nostro patrono san Francesco Saverio, l’incontro ha avuto il suo momento forte nella celebrazione dell’Eucarestia, presieduta dal decano mons. Luigi Caimi.

“Vi siamo vicini in modo particolare, perché quest'anno è stato segnato dall'esperienza del martirio della sorella di Desio suor Lucia Pulici e delle consorelle Olga e Bernardetta. Siamo certi che questo martirio porterà alla chiesa nuova vita. Voi saveriani avete un po’ di spirito diocesano, perché il vostro fondatore mons. Guido Conforti è stato educatore di preti nella diocesi di Parma e poi vescovo di Ravenna e Parma. Con noi milanesi poi c'è una vicinanza particolare per l’amicizia e gli ideali che il cardinal Ferrari e il vescovo Conforti condividevano”.

Un cuore universale

Mons. Caimi ha così proseguito: “Il vostro fondatore ha saputo rinnovare nella chiesa italiana lo slancio missionario, anticipatore della visione conciliare sulla missione. Cari saveriani, mentre vi ringraziamo per l'aiuto che date nelle nostre parrocchie, vi ringraziamo anche perché la vostra presenza sul territorio tiene vivo l'ideale della missione ad gentes. Non dimentichiamo che la chiesa o mantiene integro l'ideale della missione o si ammala, così ci dice papa Francesco.

Cari saveriani, aiutate le nostre chiese a non ammalarsi, ma a mantenersi vivaci, grazie all'ideale missionario che mons. Conforti ha vissuto pienamente nel suo ministero di vescovo a Parma, ma aprendo il suo cuore a un servizio universale.

È una chiamata apostolica di chi non ha confini, di chi è capace di guardare oltre, lontano. Ha vissuto il presente pensando al futuro”.

“Aiutateci a non chiuderci”

“Questa - così ha concluso mons. Caimi - deve essere la preoccupazione che anche noi, preti diocesani di oggi, dobbiamo avere. Aiutateci a guardare oltre, a non chiuderci nei confini stretti delle nostre comunità. Cristo va portato sino ai confini del mondo. Sacerdoti diocesani e saveriani in questa zona vivono vicini e si aiutano fraternamente, ma dovremmo continuamente lasciarci sollecitare dal vostro carisma missionario, perché nessuno può perderlo”.



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