Skip to main content
Condividi su

Nelle nostre comunità, la divisione era evidente. C’era chi dirigeva e chi obbediva, con poco diritto di parola. Questa separazione esiste tuttora in forma più attenuata. Il Concilio Vaticano II ha già rovesciato da tempo la piramide dell’immagine della chiesa. In prima linea c’è il popolo di battezzati e, a suo servizio, ci sono i ministri chiamati da Dio.  

Da qualche mese, si è iniziato a parlare del cammino sinodale per un nuovo volto della Chiesa. Infatti, è in preparazione il Sinodo dei vescovi per approfondire il tema proposto da papa Francesco: “Per una chiesa sinodale: comunione, partecipazione, missione”. Sono previste tre tappe. La prima nelle singole diocesi, poi nelle conferenze episcopali e, infine, nella Chiesa universale. L’aggettivo sinodale esprime un cammino fatto insieme, come è indicato la parola stessa di origine greca.

La prima parola chiave è comunione. La comunione di tutti battezzati nel dono dello Spirito Santo, che è dono di vita di Dio. Un seme che cresce con i Segni della fede e l’attività spirituale e che va vissuto in modo pratico nelle relazioni. Nel rapporto con gli altri, l’ascolto è il più importante, mentre il parlare non deve essere chiacchiericcio, ma espressione di sé, del proprio vissuto. Si può forse amare una persona se non la si ascolta? Si può sapere di cosa soffre o di cosa gioisce tuo fratello, se non c’è comunicazione? La relazione crea comunione. Anche le comunità hanno il dovere di mettersi in ascolto di persone e di gruppi.  Nel duomo di Milano i vescovi della Lombardia si sono radunati con 200 giovani delle loro diocesi solo per ascoltare attese, domande, istanze…

La seconda parola chiave è partecipazione, che richiede concretezza nella comunione. La comunità è corpo vivo. Le gioie, i dolori, le preoccupazioni, l’attività della comunità entrano nella sensibilità di ogni componente. Si incontrano comunità in sintonia e coese nel preparare una festa, nell’aiuto a una famiglia in necessità, nel cammino spirituale, nel vivere un avvenimento… Sono esempio di coinvolgimento e di partecipazione l’esercizio dei carismi personali nella liturgia, nella catechesi, nell’educazione, nella contabilità, nell’animazione, nelle manifestazioni non violente per i diritti umani, nell’animazione di gruppi ecclesiali… L’interesse e l’approfondimento dei problemi delle comunità o della chiesa sono partecipazione.

La terza parola chiave è missione, cuore che rende viva la comunità e la chiesa. È bello parlare di trasformazione missionaria della Chiesa, come si parla oggi di transizione ecologica. La missione nella chiesa esige conversione e trasformazione di ogni cosa. Come scrive papa Francesco: “Fare in modo che esse (le strutture) diventino più missionarie, che la pastorale ordinaria in tutte le sue istanze sia più espansiva e aperta…” (EG 27).

La missione sinodale è la strada che deve essere percorsa insieme con ogni persona e con ogni comunità. Tutti inviati, tutti sono missione. O si è fecondi, oppure si invecchia nella sterilità, che trasforma poco alla volta i cristiani in mummie da museo. Invece, la missione è fecondità, audacia, gioia, avvenire di speranza. L’enciclica di papa Francesco Fratelli tutti ci dice che abbiamo bisogno di un universale riconoscimento reciproco, di una corresponsabilità relazionale in cui ciascuno è volto verso l’altro e se ne prende cura. Annunciare il Vangelo significa condividere il cammino, senza il tono di chi ha solo verità da trasmettere.
Dalla crisi odierna può emergere una Chiesa che può perdere molto in quantità, ma che sarà più spirituale, più semplice, senza privilegi, più missionaria, nella chiara trasparenza della luce e gioia del Vangelo di Cristo Gesù. E… forse ritroverà la primavera.

Ecco l’esempio di un invito per partecipare al sinodo. “Che cosa ho da dire alla Chiesa? Avrei da proporre un altro stile, altri modi di celebrare, un’altra attenzione al territorio ai giovani e alle donne, una diversa presenza e responsabilità di tutti i laici o una differente forma di annuncio?”. Ciascuno avrà diritto di parola, nel rispetto reciproco e in un dialogo costruttivo (Unità pastorale di San Bonifacio, 17 febbraio).



Scarica questa edizione in formato PDF

Dimensione 2406.3 KB

Gentile lettore,
Continueremo a fare tutto per portarvi sempre notizie d'attualità, testimonianze e riflessioni dalle nostre missioni.
Grazie per sostenere il nostro Giornale.


Altri articoli

Edizione di Novembre 2017
All’incontro con i “senza fissa-dimora” di fine settembre eravamo una quindicina. Abbiamo cominciato l'incontro con la lettura di un testo. “Donare u…
Edizione di Maggio 2018
Carissimi amici di “Missionari Saveriani”, come forse già sapete, sono rientrato in Bangladesh il 12 gennaio. Il periodo trascorso in Italia è stata…
Edizione di Gennaio 2023
Si è tenuta in anticipo di un paio di giorni l’incontro di Spiritualità sacerdotale in occasione della Festa di San Francesco Saverio (3 dicembre), p…
Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito