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Libertà religiosa

Indonesia: cristiane decapitate. Tre studentesse cristiane sono state aggredite e barbaramente decapitate a pochi chilometri dalla città di Poso. Una è riuscita a salvarsi nascondendosi in un fosso. L’agguato è avvenuto in una piantagione di cacao mentre le ragazze si recavano a scuola. Le teste sono state ritrovate una vicino a una chiesa e due nei pressi di un commissariato di polizia. La comunità cristiana è sotto choc e teme il ritorno del clima da guerra civile del 2001. Il vescovo della diocesi ha detto: “siamo davanti a una strategia del terrore che vuole rendere insicura la popolazione, proprio quando i rapporti tra cristiani e musulmani sono pacifici. La gente non abboccherà, non cercherà la vendetta”.

  • Diplomazie al lavoro. Il Vaticano è pronto ad aprire il dialogo con la Cina e il governo cinese ha il “sincero desiderio” di migliorare le relazioni con il Vaticano e si augura che la Santa Sede “faccia seguire i fatti alle parole”. Il dibattito prosegue serrato. Il portavoce del ministero degli esteri cinese ha ricordato le due condizioni che, secondo Pechino, devono essere soddisfatte per avviare un reciproco scambio: il Vaticano deve rompere le sue relazioni diplomatiche con Taiwan e non deve interferire negli affari interni cinesi, in nome della religione”. Il card. Angelo Sodano aveva fatto appello a Pechino per il rispetto della libertà religiosa entro i suoi confini e aveva ricordato che “la Chiesa è una in tutto il mondo, in tutte le culture, in tutte le nazioni e i governi civili non hanno diritto di dire agli uomini e alle donne come vivere la loro religione”. Intanto, la polizia cinese ha arrestato, dopo la Messa, due sacerdoti della chiesa clandestina, senza fornire valide motivazioni.
  • Insieme per l’annuncio. Il segretario per i rapporti con gli Stati, mons. Lajolo, è stato in visita in Russia. A Mosca si è fatto portavoce del desiderio del Papa di migliorare i rapporti con il patriarcato di Mosca, anche in vista di una necessaria testimonianza comune dei valori evangelici nel mondo contemporaneo. Mons. Lajolo ha anche detto che non si può transigere sul principio di “pari dignità” e “pari libertà” tra chiese. Secondo la chiesa cattolica è possibile esaminare i motivi di dissidio e risolvere i problemi, alla luce del vangelo.
  • Turchia e diritti. Il Patriarca Bartolomeo I ha chiesto l’adeguamento della legislazione turca agli standard europei. Il capo della chiesa ortodossa è convinto che l’ingresso della Turchia in Europa dovrebbe introdurre nel Paese garanzie di libertà religiosa. L’accusa rivolta al governo è quella di rifiutare il dialogo e di mantenere la chiesa in una situazione non dignitosa. La Turchia considera il patriarcato ortodosso come un ente estraneo, alle dipendenze della Grecia.
  • I tabernacoli del Kazakistan. La scarsità di preti e la difficoltà di costruire nuove chiese ha portato la chiesa cattolica kazaka a rinverdire una prassi nata sotto il regime sovietico: le “cappelle domestiche”. Sono piccole stanze nelle case delle persone conosciute per la loro pietà e devozione. Per i fedeli c’è la possibilità di riunirsi in adorazione alla presenza dell’Eucaristia che viene lasciata nelle case senza il rischio di furti o profanazioni. Quando viene il sacerdote, qui può accogliere i fedeli per la confessione e celebrare la Messa. Non più in modo clandestino, grazie a Dio.

Una storia speciale

  • Rosa Parks, donna coraggiosa. È morta a Detroit, all’età di 92 anni, Rosa Parks, una delle artefici della lotta nera contro l’apartheid. Tutto ha avuto inizio il primo dicembre 1955 a Montgomery, in Alabama, quando la minuta sartina d’origine africana, sfinita per la lunga giornata di lavoro in un grande magazzino, si era seduta su un bus nella fila di sedili riservata ai bianchi che era vuota. Quando il bus si riempì di bianchi, l’autista disse di lasciare i posti liberi. Tre uomini si alzarono; lei, unica donna, rimase seduta in silenzio dicendo “no” con la testa. Quel gesto le costò l’arresto, ma è stato anche l’inizio del Movimento americano per i diritti civili. I giornali descrissero la Parks come un’eroina casuale e non troppo consapevole, in realtà Rosa sapeva bene quello che voleva. Lanciò una grande protesta, esortando gli afroamericani a boicottare i mezzi pubblici urbani. Riuscì a coinvolgere anche un giovane pastore battista di colore: Martin Luter King. Lo sciopero dei passeggeri neri durò 381 giorni e la Corte suprema definì incostituzionali le norme di segregazione dell’Alabama.

Per il suo impegno Rosa Parks ha ricevuto premi e onorificenze, ma soprattutto la sua storia rappresenta una straordinaria lezione di vita per il nostro tempo, segnato ancora da pregiudizi e privilegi. Come disse Mandela: “un vincitore è un sognatore che non si è arreso”.



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