L’esperienza del Giubileo a Roma
Dal 28 luglio al 3 agosto circa 55 giovani della diocesi di Taranto si sono recati a Roma per partecipare al Giubileo dei giovani. Per alcuni era la prima partecipazione ad un’esperienza che abbraccia tutti i giovani del mondo. Siamo stati ospitati nella parrocchia “Maria Consolatrice” di Roma, dove l’accoglienza del parroco e dell’intera comunità parrocchiale ci ha fatto sentire a casa.
I giovani della diocesi di Taranto erano accompagnati dagli educatori delle loro parrocchie insieme ai presbiteri che li hanno aiutati ad ascoltare la parola di Dio, a mettersi in ascolto di sogni e desideri, a camminare insieme intuendo che lo Spirito Santo continua ad agire nel loro cuore affinché si fidino di lui e possano seguirlo nella loro vita.
Sono state numerose le occasioni per stare con i giovani: i viaggi in pullman e in metro, le diverse catechesi in diverse parrocchie di Roma, le condivisioni di gruppo, le colazioni e cene nell’alloggio della parrocchia, il cammino lungo le strade di Roma, le confessioni, la veglia e la Messa a Tor Vergata…
Alcuni dei nostri giovani si sono avvicinati agli altri nello scambio dei simboli dei paesi di provenienza: immaginette, braccialetti, bandiere... È stato un bel segno di apertura e fiducia nei confronti degli altri giovani provenienti da altri continenti. Hanno dimostrato l’universalità della Chiesa con gesti concreti, come salutare gli altri in diverse lingue lungo la strada che porta a Tor Vergata, di scattarsi foto con altri giovani che conoscevano. Perché lo scopo di andare al Giubileo dei giovani a Roma è anche aprirsi ad altri giovani di diversi Paesi di provenienza per pregare e lodare il Signore insieme.
Eravamo immersi in un’immensa moltitudine di giovani arrivati da tutte le parti del mondo per vivere insieme l’amore del Signore. Tanti sono stati i momenti che sono risuonati nei nostri cuori, ma molto di più il silenzio nella preghiera di tanti giovani in ginocchio, in piedi durante la veglia di adorazione a Tor Vergata. Sono state apprezzate in modo particolare le parole di papa Leone, quando alla fine della Messa domenicale ha detto: “Cari giovani, voi siete il sale della terra, voi siete la luce del mondo!” (Mt 5,13-14). Infatti, siamo tutti chiamati ad essere lievito. Partecipando al giubileo, abbiamo visto questo lievito, siamo stati testimoni che c’è un’immensa schiera di giovani che è disponibile a mettersi in cammino per rendere il mondo più bello credendo nella pace, nell’amicizia vera tra i popoli, nell’inclusione e nell’integrazione di tutti per superare i muri e i confini che ci impediscono di guardare il futuro con speranza e di fare del mondo una sola famiglia in Cristo.
Di sicuro, ogni giovane è tornato da Roma con uno sguardo diverso della Chiesa. Vedere oltre un milione di giovani radunati in preghiera a Tor Vergata, fa capire che ci sono tante persone nel mondo che credono ancora al bene che la Chiesa continua a compiere per l’umanità.
Il Giubileo ha aiutato tanti giovani a capire che hanno uno spazio importante nella Chiesa universale, in una società in cui si pensa che la Chiesa sia una realtà rivolta soltanto ad anziani e bambini. Il giubileo è stata un’esperienza di fede, carità e speranza. Il bene ricevuto di sicuro produrrà frutto positivo nel futuro: è stato come il seme buttato in un terreno fertile che darà frutto al momento opportuno.







