Quando il lontano si fa vicino, Ritiro dei laici saveriani
Ci siamo ritrovati a Parma, durante il ponte dell'Immacolata, per la convivenza invernale dei laici saveriani. La data è stata scelta per favorire la partecipazione di tutti. Il luogo, invece, è stato scelto per partecipare a un evento che per noi è divenuto una festa di famiglia: le "professioni perpetue" dei giovani saveriani.
Il tema dell'immigrazione
Le nostre convivenze sono caratterizzate da un "tema", che viene sviluppato attraverso la formazione, la preghiera e il confronto, che diventa ascolto reciproco. Durante l'anno ogni gruppo di laici saveriani, intorno alla comunità saveriana più vicina (Ancona, Brescia, Desio, Macomer, Parma, Salerno), si impegna nella formazione e nell'animazione missionaria. La convivenza diventa una tappa di un cammino che facciamo tutti insieme.
In questi incontri maturiamo scelte condivise, come la partenza di alcuni laici per il Congo e la nascita di una "fraternità laicale saveriana" in Italia. Attualmente, ci siamo sentiti interpellati dal frastuono che sta caratterizzando la società italiana sulla presenza degli immigrati. Alcuni di noi, già da vari anni, hanno l'opportunità di avvicinare il forestiero. Alla convivenza ci siamo chiesti quale risposta il laicato saveriano può dare alla realtà dell'immigrazione.
Lo Spirito diventa annuncio
Abbiamo invitato Faustin, un congolese immigrato in Italia nel 1996 per sfuggire al genocidio. Gli abbiamo chiesto di aiutarci nella nostra riflessione. Abbiamo sperimentato che l'incontro personale è importante per smontare non solo i pregiudizi, ma anche quei preconcetti "buoni" che ci fanno vedere nell'immigrato uno da aiutare, senza considerare che egli è un fratello con cui camminare e scambiare i propri valori.
Faustin ci ha chiesto di essere aiutato a mantenere viva la fede che egli ha ricevuto dai missionari e, con molta discrezione, ci ha anche domandato come mai non siano così diffusi tra noi i valori evangelici che i missionari hanno vissuto in mezzo a loro.
È una domanda che ci ha fatto riflettere e pregare, per un impegno maggiore. Non abbiamo ancora elaborato risposte concrete, ma sentiamo di aver fatto un ulteriore piccolo passo avanti nel nostro cammino.
Torniamo alla nostra vita quotidiana più aperti alla voce dello Spirito, che giunge a noi anche attraverso vie inaspettate e ci chiama alla missione dell'annuncio in ogni luogo e situazione.








