L’innamorato di Cristo: P. Vagni, uomo umile ed esigente
Il 14 dicembre, all'età di 77 anni, è morto a Parma p. Aldo Vagni, saveriano di Piticchio di Arcevia (AN), dove è stato sepolto. Ecco come lo ricordano le persone che l'hanno conosciuto.
I famigliari e i compaesani di p. Vagni erano a Piticchio di Arcevia il 17 dicembre, nella chiesa parrocchiale. A celebrare la Messa di suffragio c'erano il vescovo di Senigallia, mons. Giuseppe Orlandoni, numerosi saveriani e vari sacerdoti amici di p. Aldo.
Il buon pastore
Il giovane p. Aldo aveva lasciato la famiglia, gli amici e la sua terra, a cui era molto legato, per la missione in Congo, dove ha messo a disposizione tutta la sua forza spirituale e fisica, facendo conoscere Gesù attraverso le sue parole e l'esempio quotidiano. Padre Aldo si sporcava dalla testa ai piedi per permettere ai camion dei rifornimenti di arrivare nelle missioni. Non se ne stava seduto in ufficio, ma andava incontro a chi arrivava.
Dopo 39 anni di missione, per motivi di salute p. Aldo era rientrato in Italia, ad Ancona, ma la sua missione non finì. Con la forza rimasta, ha portato nelle parrocchie vicine e lontane, la sua grande conoscenza della Parola di Dio, la sua esperienza missionaria dell'Africa, la sua profonda umanità e umiltà, che lo avvicinava ai bambini come agli anziani. Non cercava consensi, era forte nell'attuare la volontà di Dio e nel viverla pienamente in ogni luogo e momento della sua vita.
"Era il buon pastore, affascinato da Dio e perdutamente innamorato di Cristo", ha detto il vescovo.
Alla casa di riposo
Suor Fulgenzia delle serve di Maria Galeazza ha conosciuto p. Vagni nel 2004, alla casa di riposo "Opera Pia Ceci" di Camerano, dove p. Aldo andava già da tempo a celebrare la Messa. "Non mi sono mai presentata a lui, andavo semplicemente alla sua Messa. Un giorno fece sapere che sarebbe stato contento se avessi recitato io il rosario prima della Messa. Così, pian piano, io e p. Aldo abbiamo iniziato a scambiarci qualche parola. Lui arrivava alla casa di riposo mezz'ora prima dell'orario della Messa e mi chiedeva se c'era qualcuno che stava male, per dargli l'unzione degli infermi, o se era morto qualcuno, così da andare a benedire la salma.
Durante la Messa spesso accadeva che gli anziani non seguissero con attenzione, e allora lui li scuoteva con voce alta. Ultimamente tutte le sue omelie si riferivano all'età senile: «Tutti abbiamo i nostri problemi fisici, anch'io; il nostro corpo ci sta lasciando, però dobbiamo prepararci!». Si considerava come uno di loro. Era esigente e ci teneva molto alla preparazione spirituale. Parlava di Cristo agli anziani, anche a chi apparentemente non era in grado di ascoltarlo".
Un grande della fede
Continua il racconto di suor Fulgenzia. "Padre Aldo era un uomo dal carattere forte. Provavo una certa soggezione. Era molto esigente e non ammetteva esitazioni di fede. Cercava di scuotere l'anima degli anziani, affinché Dio aumentasse la loro fede e fossero pronti per il momento in cui Cristo li avrebbe chiamati a sé.
Non ammetteva mezze misure. Aveva l'ansia di far conoscere Cristo. Tutto quello che p. Aldo diceva, era frutto della sua grande fede; era la fede che lo spingeva a lavorare per gli altri. Non pensava a se stesso; doveva fare solo il bene delle anime. Era un grande della fede.
Da quando la sua condizione fisica era peggiorata, terminata la Messa, lo guardavo dalla vetrata che dà sull'esterno per seguirlo con lo sguardo nel tragitto dalla casa di riposo alla macchina. Fare anche pochi gradini era per lui faticoso. Proprio perché parecchie volte in questi anni si era sentito male, ma era sempre tornato, speravo che anche questa volta egli tornasse. Il Signore ha scelto diversamente".








