Con i poveri dell’anno 2000
Da un giovane di Gallico
Gli ultimi, gli esclusi, non occorre più andarli a cercare oltremare, nelle favelas amazzoniche o nelle periferie africane. Ormai si sono insediati anche nella nostra terra. Arrivano d'oltre mare, sospinti dalla fame e dal terrore. Hanno buttato via tutto quello che possedevano nelle mani di gangstar levantini, di pirati albanesi esperti nel maneggiare la mercanzia più facilmente commerciabile, più redditizia della cocaina, e cioè l'indigenza umana.
Viaggi estenuanti in autobus fatiscenti o marce forzate attraverso sentieri scoscesi li hanno condotti fino al luogo dell'imbarco, dove ad attenderli c'è un battello decrepito, uno di quei rottami destinati alla demolizione, e che pochi milioni di lire bastano ad acquistare, come mi spiegava un poliziotto. Con poche decine di milioni si riesce a farlo galleggiare, quanto basta per coprire poche centinaia di miglia; ed ecco il transatlantico della speranza pronto a salpare da uno scoglio perduto del litorale turco verso la meta di ogni sogno: l'Italia felice, la Calabria incantata.
Una fortuna per gli organizzatori dei viaggi: guadagni all'ordine del 950% ottenuti in pochi giorni di traversata e con il minimo rischio: quando le coste italiane si avvicinano normalmente basta immobilizzare il timore per obbligare lo scafo a proseguire fino ad arenarsi nella spiaggia. Un motoscafo di bordo riporterà in salvo i membri dell'equipaggio. Battelli in disarmo offerti a prezzo stracciato e disperati pronti a tentare il grande viaggio non ne mancheranno. Il traffico può proseguire senza troppi intoppi...
E prosegue anche la povertà di tanti figli di Dio raminghi in un mondo escluso dove le barriere create dagli uomini rischiano di moltiplicare stranamente gli stranieri e gli esclusi, da anni alla caccia di quel pezzo di carta, debitamente provvisto di autenticazioni e di visti, che può liberare dall'incubo del rimpatrio forzato. Il Centro Popoli Fraterni non può certo dispensare questi talismani incantati.
Può semplicemente offrire qualche giorno di pace ai poveri sbandati che dopo mesi trascorsi nei frutteti del Trentino o nelle campagne padane vengono al Sud per sfuggire i rigori invernali. I quindici posti letto possono moltiplicarsi, e se arriveranno ancora i kossovari anche l'antica chiesetta, oggi adibita a teatro, può trasformarsi in dormitorio. Ed anche quest'anno il Natale dei popoli sarà l'occasione per invitare ad una giornata di festa i fratelli giunti da lontano.






