Missionario simpatico e guerriero, come fa presagire il suo nome. Anche nella sua lunga esperienza missionaria in Sierra Leone (35 anni), è caduto nelle trame della catastrofica guerra civile e fatto prigioniero. Il suo vescovo mons. Biguzzi racconta: “Gridò ai suoi assalitori: «Siete tutti assassini, ladri, criminali!», e si prese un sacco di botte. Ma non cedette mai, neanche quando lo fecero stare in ginocchio per ore sotto il sole. Sopportò con forza privazioni, pericoli e sofferenze della lunga prigionia”.
Tornato in Italia per problemi di salute, lavorò con entusiasmo a Reggio Calabria, nel santuario Madonna della Grazia e nel Parco della mondialità.
L’ultima tappa del “guerriero” è stata Parma, per curarsi. Scrive a un confratello: “Il Signore mi ha affidato un ruolo nuovo, quello della sofferenza e della preghiera.
Ho accettato questo ruolo come una richiesta del Signore, senza riserve, e sono tanto sereno. Mi preparo a tornare a casa”.
È spirato il 17 febbraio, a Parma, all’età di 79 anni; è stato sepolto a Campagnola Emilia (RE), suo paese natale.