Prete missionario da 50 anni, Festa multietnica a Sedegliano
Da antica data, la parrocchia S. Antonio Abate di Sedegliano (UD) celebra la festa della Madonna di Lourdes nella seconda domenica di settembre. Quest'anno ricorre il 150° anniversario delle apparizioni e anche il 50° del mio sacerdozio... Essendo io originario proprio di Sedegliano, al parroco don Gianni è sembrato naturale unire le due celebrazioni. Così il 14 settembre scorso ho celebrato di nuovo la "prima Messa" nella parrocchia in cui sono nato, sono stato battezzato e ho fatto le elementari.
Due corali tutte per me!
Ho trascorso vent'anni in Sierra Leone e da undici sono nella comunità saveriana di Zelarino. Qui seguo gli africani cattolici, in maggioranza nigeriani, residenti a Mestre e dintorni. Un gruppo di loro era presente alla celebrazione giubilare, intercalando i loro canti a quelli della bella corale parrocchiale. "Ci vorrebbero più spesso delle celebrazioni di questo tipo - ha detto uno dei presenti - per ravvivare le nostre liturgie e anche per stimarci e capirci di più".
L'effetto è stato meraviglioso. Qualcuno ha commentato: "Ho provato un brivido d'emozione ascoltando i canti degli africani all'elevazione dell'Ostia e del Calice; non capivo le parole, ma percepivo l'inno di lode, di ringraziamento e di fiducia rivolto al Signore". La Messa è continuata con il canto del "Padre nostro" in lingua friulana.
L'augurio del parroco e del vice-sindaco hanno preceduto la benedizione con l'indulgenza annessa al giubileo. Alla fine, la corale parrocchiale ha cantato il "Salve Regina"; il coro africano, dopo l'Ave Maria in una lingua nigeriana, ha lasciato esplodere la gioia davanti alla statua della Madonna in un coinvolgente susseguirsi di canti, danze e tamburi a lode della Vergine.
Il pranzo, le foto e i doni
Anche il pranzo comunitario, nella sala dell'oratorio, è stato interculturale. Gli africani hanno gradito la nostra pastasciutta e poi ci hanno offerto il loro riso, forse un po' piccante per i nostri gusti, ma ugualmente saporito. Tutti ne hanno voluto almeno un assaggio.
In un'altra sala dell'oratorio era allestita una mini-pesca di beneficenza con ricchi premi e una mostra di foto che mi riguardavano, dalla scuola materna alla prima Messa e alle attività in missione. Prima di ripartire per Mestre gli africani hanno attirato ancora l'attenzione: cantando e danzando si sono recati alla chiesetta campestre dedicata alla Madonna del rosario.
Il paese ha voluto donarmi, oltre all'accoglienza calorosa, un prezioso altarino portatile e un paio di sandali, con l'augurio di percorrere ancora tanta strada, foss'anche in Africa.








