Il quinto saveriano di "Cuore Amico"
Sabato 18 ottobre viene assegnato il premio Nobel missionario al saveriano vicentino p. Bruno Ghiotto (missionario in Burundi), alla bergamasca sr. Maria Armanni (missionaria in Kenya), ai medici Paolo Marelli ed Elisa Facelli (missionari in Burundi e Zambia).
Da 18 anni, l'associazione bresciana Cuore Amico segnala i missionari che testimoniano il vangelo e l'amore ai poveri del mondo.
Quinto di otto figli, padre Bruno Ghiotto diventa saveriano nel 1963, a 28 anni. Nel 1970 viene inviato in Burundi e si dedica in modo straordinario a quel popolo stremato dalla guerra etnica. Nel 1982, durante la recrudescenza delle ostilità etniche, p. Bruno è stato l'unico saveriano non espulso, "per il bene del Paese".
Centrali elettriche, scuole, case, chiese, laboratori, dispensari sanitari, soprattutto educazione alla vita e al rispetto verso il prossimo - come espressione di profonda fede - sono la prova che padre Bruno, sempre ottimista anche nei momenti più tragici, ha messo in gioco la sua esistenza per stare a fianco della gente del Burundi nelle missioni di Kigwena, Ruzo, Gisanze e Bugwana. Lui si esprime con poche parole: "Far qualcosa di utile serve anche a infondere un po' di speranza in una popolazione che si sente abbandonata da tutti e che chiede solo di poter vivere in pace".
Padre Ghiotto è il quinto saveriano a ricevere il "Nobel missionario", dopo p. Silvio Turazzi (1993), mons. Giorgio Biguzzi (1999), p. Giuseppe De Cillia (2002) e p. Giovanni Querzani (2006).








