Preghiera, poveri e pace
Quando mi è stato chiesto di condividere la mia esperienza con la Comunità di Sant’Egidio, le prime parole che mi sono venute in mente sono state queste: preghiera, poveri e pace.
Infatti, ciò che mi ha colpito di questa Comunità, sin da quando ho iniziato a frequentarla appena arrivato a Parma, è il fatto che siano stati capaci di mettere insieme preghiera (l’ascolto della Parola di Dio) come il momento principale e fondante ed insieme l’impegno volontario e gratuito per i poveri e per la pace. Per la comunità di Sant’Egidio, i poveri, soprattutto gli anziani, coloro che sono senza dimora, i migranti, i disabili, i detenuti, i bambini di strada e quelli che vivono nelle periferie sono i fratelli e gli amici. È questo ciò che mi ha sempre stupito di loro, da quando li ho conosciuti in Indonesia.
Come comunità dello studentato saveriano, tutti i lunedì sera tre di noi si dirigono nel settore dell’Oltretorrente, dove questa bella comunità si riunisce. Qui, nei locali della chiesa di Santa Caterina, iniziamo a preparare il cibo che poi distribuiremo alla fine della serata in stazione: tonno per i musulmani, formaggio per coloro che non gradiscono gli insaccati (non può mancare il prosciutto di Parma). Dopo i preparativi, ci dirigiamo tutti in chiesa per un momento di preghiera vespertina. Essere vicini a chi è bisognoso nasce dalla nostra fede e dalla consapevolezza che ogni persona ha una sua dignità, perché figlio e figlia di Dio.
Il momento culminante della serata è l’incontro in stazione con i più poveri. Non è solo questione di dare qualcosa, ma è anche un momento per cercare di conoscerci, di scambiare due parole, di ascolto. È bello sentirsi aspettati, non solo per quello che si dà, ma anche per lo scambio e per la relazione che si riesce a creare tra noi! Qualche volta, siamo stati anche sotto i ponti a portare qualcosa di caldo e delle coperte per le fredde notti invernali. Questa esperienza mi ha aiutato a creare amicizia con tante persone provenienti da tanti paesi e di diverse religioni, sia con la gente che serviamo, sia con i volontari! Inoltre, per me è un’opportunità per migliorare la lingua italiana e di conoscere sempre più la realtà di Parma. Infatti, sento Sant’Egidio come fosse la mia seconda comunità, dopo lo Studentato teologico saveriano.
Quest’anno, ho iniziato a collaborare anche con la Scuola della pace e con i Giovani per la pace (iniziative sempre della Comunità di Sant’Egidio). Con la Scuola della pace, accompagniamo i bambini (molti sono figli di stranieri e immigrati) a svolgere i compiti di scuola insieme, perché i loro genitori non riescono a seguirli. Oltre ai compiti, non manca il momento per fare merenda insieme e per un po’ di gioco, in attesa che i genitori tornino a prenderli. Invece, con i Giovani per la pace ci siamo impegnati nel farci presenti per manifestare il nostro sostegno alla pace per l’Ucraina, nel centro di Parma. Ringrazio il Signore per avere incontrato questa comunità. Partecipando alle loro attività, sento che sto realizzando il carisma saveriano di fare del mondo una sola famiglia!







