Bomboniere solidali: Il matrimonio diventa… missionario
Ci sono scelte ed esperienze che non si concludono in un giorno, ma che restano dentro di noi e cambiano la nostra vita. Per me, scoprire i saveriani è stato questo. Ricordo ogni incontro e posso dire di essere "saveriana nell'anima".
Negli incontri di Macomer durante la mia adolescenza, ho imparato cosa significasse scegliere il vangelo nella propria vita e come non possiamo delegare ad altri ciò che spetta a noi. Serve fare la nostra parte ogni giorno e più volte al giorno, non smettendo mai di impegnarci, di avere fiducia e di fare scelte, anche contro corrente.
Tra tradizione e novità
Quando con Daniele abbiamo deciso di sposarci, abbiamo scoperto che il matrimonio, specialmente in Sardegna, porta con sé una serie di tradizioni e consuetudini. Molte hanno significati molto belli e abbiamo deciso di tenerle, come il dono del rosario alla sposa da parte della suocera, che è un invito a fondare la nuova famiglia sulla preghiera. Per altre tradizioni, invece, abbiamo seguito le nostre idee personali.
Ci riferiamo, in particolare, alla scelta delle bomboniere. È certamente un bel gesto dare a ogni invitato un ricordo del nostro matrimonio da portarsi a casa. Ma pensiamo che ormai questa sia diventata una tradizione un po' consumistica, che porta gli sposi a spendere tanti soldi per oggetti inutili. Dai saveriani si impara subito che il modo in cui spendiamo il denaro non è mai neutro: richiede una scelta che deve essere responsabile.
Un segno per iniziare la vita in due
Lo sposalizio è il primo passo di una vita insieme e volevamo che un giorno così bello per noi potesse essere occasione di apertura anche a chi non ha la nostra fortuna.
Così, leggendo la lettera di p. Sergio Galimberti, abbiamo pensato che, sarebbe stato un dono gradito a ogni invitato non ricevere un oggetto più o meno utile, ma sapere che il corrispettivo della spesa per la bomboniera era stato donato in aiuto a chi soffre per i danni causati dall'alluvione del fiume Logo, appoggiando così il lavoro che p. Sergio svolge ogni giorno da diversi anni in Camerun.
Sappiamo che non basterà il nostro piccolo gesto e che noi non abbiamo il potere di cambiare le cose. Ma come famiglia appena nata, abbiamo deciso di iniziare così la nostra vita in due, nel pensiero di quella grande famiglia da formare nel mondo, sognata da san Guido Conforti.
Ci auguriamo che il Signore doni la felicità che proviamo noi a tutte le coppie che si stanno formando o che sono famiglia già da tanto tempo.








