Padre Campagnolo dal Congo RD
Cari amici, la domenica delle palme siamo andati per benedire le palme e iniziare la processione alla "Cité" di Shabunda, una cittadina del Kivu nella repubblica democratica del Congo. Un tempo era il quartiere più popolato; "era...", perché durante gli anni della guerra tutti sono fuggiti dagli orrori che vi si commettevano. Ora si sta ripopolando pian piano.
Ognuno con la sua "pietra"
L'appuntamento era presso le fondamenta di una chiesetta in costruzione in questo quartiere, dedicata a "Gesù Maestro". Abbiamo dato all'incontro di preghiera liturgica un significato di ringraziamento e di riparazione per tutto ciò che di brutto è avvenuto in quegli anni tragici e bui.
Ognuno ha portato una pietra per la costruzione della chiesa. Sì, la pietra... per mettere una pietra sul passato, con nel cuore sentimenti di ringraziamento e di perdono. Ho portato anche io la mia pietra: ho bisogno di ringraziare il Signore e sento il bisogno di purificazione per quel brutto periodo passato. Così abbiamo iniziato la nostra Pasqua.
Continuiamo fiduciosi
Purtroppo ci sono ancora inquietudini in vista: stanno arrivando militari ruandesi e congolesi con il compito di spingere i numerosi profughi ruandesi, che si sono installati qui da più di dieci anni, a rientrare in Ruanda... E si sa - almeno qui lo sanno proprio tutti, per esperienza più volte ripetututa - che dove ci sono militari ci sono anche guai!
Continueremo la nostra Pasqua fiduciosi. Pasqua vuol dire risurrezione, vita, purificazione e anche bellezza interiore, occhi positivi e sereni, ottimismo nel futuro. Desidero invitare tutti voi, cari amici, a stare accanto a noi missionari e alla nostra gente che continua a soffrire, affinché tutti insieme possiamo ottenere dal Signore risorto la benedizione della tranquillità e della pace. Il Signore l'ha promessa ai suoi poveri, che lo invocano con cuore sincero.
p. Marco Campagnolo, sx - Congo RD.








