Padre Trapletti dall'Amazzonia
Cari amici, guardando le cose da quest'angolo dell'Amazzonia, dove ormai vivo da trentacinque anni, scopro che la crisi economica mondiale sta passando alla larga dalle nostre latitudini. Diciamo che se ne sente solo parlare. Qui, infatti, non ci sono le ciminiere delle grandi industrie né le fabbriche di computer né i palazzi della finanza...
Perché dovremmo sentire una crisi che vola alto su di noi? Avendo un po' di terra per piantare manioca e fagioli, avendo l'acqua abbondante dei fiumi per prendere i pesci, per noi basta. Però...
La fede come movente
Però... i poveri sono poveri e continuano a essere tali, come secoli fa, e la vita continua grama come sempre. Tra gli aspetti positivi c'è che la luce elettrica sta arrivando anche qui, perché il governo del presidente Lula l'ha promessa. E con la luce arriva la televisione con i suoi programmi coloriti, le sue notizie e le sue propagande. I poveri vedono, ammirano e desiderano. Molti abbandonano la propria terra, che vendono a un prezzo irrisorio, e seguono l'illusione della città, andando a finire nelle periferie più povere e neglette.
Le nostre comunità di base sono formate da gente semplice, molto spesso analfabeta, che conduce una vita di comunione e di fede. Noi cerchiamo di radicarle nelle loro terre, nelle loro tradizioni e nella loro fede. La fede è sicuramente il movente di tutto, la forza che fa lavorare le persone anche al servizio degli altri, condividendo ciò che si ha.
Generalmente noi missionari riusciamo ad andare nelle varie comunità lontane solo tre volte l'anno. Qui abbiamo una bella abitudine. Dopo la Messa tutti ricevono il loro piatto di riso e fagioli, si siedono per terra e mangiano felici e contenti nella loro semplicità.
È guardando a questa gente, che noi diciamo: la crisi passerà e qui tutto continuerà come sempre: cioè, essere solidali e fraterni con tutti.
p. Ilario Trapletti, sx - Amazzonia.








