“Felice di essere ancora in Friuli”
Mi presento. Sono p. Ernesto Tomè, classe 1929. Arrivo dalla comunità saveriana di Taranto (TA), dove i superiori mi hanno inviato, dopo l’operazione all’anca.
Sulle colline del Burundi
Ma prima? Prima di entrare tra i saveriani ho fatto il monello, l’Akela tra i lupetti, il delegato aspiranti, ma sempre con una gran passione per la bici, che mi ha portato sulle Dolomiti, a Roma, a Fatima, a Czestochowa. Poi il Signore mi ha bucato la ruota davanti e mi son trovato a 23 anni tra i saveriani i quali, dopo la consacrazione, mi hanno assegnato il mio posto di lavoro: tra i monti del Burundi, chiamato anche il Paese delle mille colline.
Là, come superiore, c’era l’instancabile p. Bepi De Cillia, sempre in movimento. A Murago, a 1.800 mt di altitudine (sotto luccicava il grande lago Tanganica), c’era soltanto una chiesetta… A me la comunità ha assegnato il posto di costruttore che durò quattro anni. Grazie all’aiuto di mons. Motolese, vescovo di Taranto, e sollecitato dal pugliese p. Michele D’Erchie, infermiere diplomato, è sorto il dispensario dei lebbrosi (molti a quei tempi), quello per gli altri malati, la casa delle saveriane, la chiesa grande…
Grazie Friuli, grazie Taranto!
Nel 1972 scoppiò la prima guerra civile tra tutsi e hutu con più di 300mila morti. Nel 1993 scoppiò la seconda. Ed oggi è in corso la terza che conta, tra i morti innocenti, anche le nostre tre amate sorelle saveriane: Olga-Lucia-Bernardetta. E prima di loro, furono martirizzati p. Ottorino Maule, p. Aldo Marchiol (di Udine) e la laica Catina Gubert.
In questi anni di miseria e di guerre, p. Bepi, aiutato dal cardinal Ersilio Tonini (ma anche da tanti altri che sono venuti a dare il loro aiuto di persona laggiù) ha costruito più di mille case per i poveri, dispensari, chiese, scuole e strade… Rischiando anche di persona. Dopo tanto lavoro, ora p. Bepi riposa in pace.
Preghi per la pace in Burundi e per il nostro Friuli, preghi per la fede e la generosità tra i giovani affinché decidano di donarsi ai tanti poveri del mondo.
Alla mia “giovane” està, con il vostro aiuto di preghiera e di cuore, spero di poter essere ancora di conforto ai poveri del Burundi, tra i primi al mondo per miseria. La Madre dei Popoli vi benedica con i vostri figli. Grazie ai saveriani di Udine per l’accoglienza fraterna. Così come dico “grazie” ai missionari e alla gente di Lama, per questi due anni vissuti con loro. Mandi di Pâs!








