Ogni giorno un nuovo inizio
Con il mese di settembre riprendono le consuete attività lavorative e si apre un nuovo anno sociale. Più forte che mai risuona al nostro cuore una parola che i padri del deserto amavano ripetersi ogni giorno: «Oggi comincio!». Era per loro - come può essere per noi - un incitamento a dare il meglio di sé, a porre continui atti di fede e di speranza nella paterna bontà di Dio, che sempre ci concede di ricominciare. Qualunque sia stato il nostro passato, possiamo dire: "Oggi il Signore mi dona nuova grazia per riprendere il cammino con slancio e umiltà".
Fraternità sincera e gioiosa
Due grandi eventi ecclesiali arricchiscono di grazia questa tappa del cammino: la GMG nel mese di agosto con il significativo tema ripreso da san Paolo, "Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede" (Col 2,7); e il Congresso eucaristico di Ancona che pone sulle nostre labbra la toccante espressione di fede di san Pietro, "Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna".
Uniti al Signore Gesù, noi tutti - vivificati e animati dal suo Spirito - possiamo cooperare alla sua opera redentrice, divenire gli uni per gli altri sacramento di salvezza. È il modo più autentico e puro di giovare veramente a tutti e di godere perciò di una fraternità sincera e generosa, capace di totale condivisione nella gioia e nella prova.
Una vita aperta a Dio
Il segreto di una vita veramente realizzata - non solo nella dimensione terrena e temporale, ma soprattutto in quella spirituale ed eterna - sta proprio nell'essere una vita aperta a Dio e agli altri nella gratuità dell'accoglienza e del dono di sé. Siamo, infatti, consacrati in vari stati di vita e per diverse missioni.
Lo Spirito Santo, imprimendo su di noi il suo sigillo d'amore, ci fa oltrepassare la barriera della realtà puramente terrena e ci introduce nella sfera del divino.
Perciò, tutto il nostro essere e tutti i nostri atti acquistano un significato che va ben oltre la provvisorietà del quotidiano: hanno il valore del culto e s'iscrivono nell'eternità.
Certo, noi vorremmo poter vedere ogni giorno almeno qualche frutto delle nostre buone azioni, rinunce e fatiche... Non dobbiamo però dimenticare che la costatazione fondamentale della fecondità del bene è proprio quella di tenere viva la luce della fede nelle tenebre del mondo, avanzando passo dopo passo al chiarore delle stelle, come Abramo.
Ogni passo è un nuovo inizio; ogni inizio ha già in sé il compimento, perché è un "sì" che consente all'amore divino di irrompere nella nostra esistenza umana per consacrarla al suo servizio: quindi, al servizio dell'evangelizzazione e della salvezza universale.








