Da Asti, una richiesta che incoraggia
Cari amici "Missionari Saveriani", sono un sacerdote della diocesi di Asti e da dieci anni sono cappellano presso l'ospedale della mia città. Ho deciso di scrivere spinto dal desiderio di mettere a disposizione dei 500 malati dell'ospedale e dei loro famigliari un po' di "buona stampa".
Grazie a Dio, la cappella dell'ospedale è molto frequentata. Ho messo un espositore, dove chi entra può trovare riviste e immaginette. L'afflusso di gente è tale che le riviste spariscono in fretta, per finire nelle camere dei malati, e l'espositore resta spesso vuoto.
Il budget della cappella non mi permette di fare "abbonamenti". Per questo ho pensato di chiedere la vostra collaborazione. La vostra rivista è gradita, anche numeri passati. Spero che questa opera di bene diventi anche un modo per far conoscere le vostre pubblicazioni a un pubblico vario e ben disposto al messaggio cristiano. In attesa di una risposta, vi auguro ogni bene nel Signore.
- don Claudio Sganga.
Volentieri abbiamo accettato la richiesta di don Claudio, ma non solo. Invitiamo i nostri lettori a seguirne l'esempio. Sarebbe bello che "Missionari Saveriani" potesse essere disponibile nei luoghi di lavoro e di tempo libero, negli oratori e nelle parrocchie, dal parrucchiere e dal dottore... Perché se è vero che di stampa ce n'è tanta, è vero anche che non è tutta uguale e ognuna ha una particolarità.
La nostra? Guarire lo spirito con il "senso di famiglia" voluto da san Guido Conforti.
Forse qualche nostro lettore si sentirà ispirato a fare l'abbonamento "omaggio" per questi posti "pubblici"... e contribuire alla diffusione della "buona stampa" missionaria. Grazie, dunque, a don Claudio e a tutti gli amici! Mandateci gli indirizzi postali esatti e noi manderemo regolarmente "Missionari Saveriani".








