Nunziata e Chiara, mamme missionarie
Quando una mamma si mette in viaggio per ritornare nel cuore di Dio, è un momento importante e che fa riflettere. Poi, se è la mamma di un missionario, allora siamo sicuri che in Paradiso c’è stata un’accoglienza speciale da parta di Maria, la mamma di Gesù. Per questo, vi invitiamo a leggere con attenzione il ricordo dei figli di mamma Nunziata (p. Tonino Melis) e mamma Chiara (p. Salvatore Marongiu). Ci farà bene al cuore.
Le mie vacanze l’estate scorsa sono state segnate dalla morte di mamma. Aveva 92 anni e da mesi, ogni volta che la chiamavo, mi chiedeva quando sarei rientrato, perché non voleva morire senza la mia presenza. E il Signore l’ha ascoltata e accontentata. Ci ha lasciati mentre le eravamo tutti attorno, con molta serenità, dopo qualche giorno difficile perché il corpo ormai era sfinito.
Mamma Nunziata era nata nel 1929. L’infanzia passata in condizioni di ristrettezza, come per tutti, ha influito sul suo carattere, che era forte, molto forte. Avrebbe voluto studiare, ma a quei tempi per una donna avere la quinta elementare era già tanto. Numerose sue coetanee erano completamente analfabete. Anche babbo aveva la seconda elementare. Era lei che ci seguiva a scuola, controllava i compiti, ci faceva studiare.
Se devo descrivere mamma in poche parole direi che era una vera donna sarda, una meri ‘e omu come si deve nella nostra tradizione. Economa, con la macchina da cucire ci faceva o adattava i vestiti. In più si mise presto a lavorare in macelleria con papà, quando negli anni ’60 lo sviluppo economico fece aumentare il consumo di carne. La sobrietà credo fosse la sua caratteristica migliore, quella che ci ha trasmesso. Con lei mai sprechi, soprattutto di cibo, mai vestiti di lusso, mai spompiu.
Quando sono entrato dai saveriani si è sentita anche lei investita di un compito missionario. Sempre pronta a ritirare i soldi per l’abbonamento al giornalino, per le messe di novembre; sempre presente, fino agli ultimi anni, ai ritiri e alle giornate delle delegate. Insomma una mamma missionaria, che oltre a me aveva anche mia sorella Lucia missionaria di Villaregia. A 70 anni superati, ha voluto venire da me in Ciad e da Lucia in Messico, contentissima di vederci in missione.
Certo aveva anche dei difetti. Era un generale, non un soldato semplice. Per questo, gli ultimi anni ha sofferto, specialmente da quando si è dovuta affidare ad alcune signore perché ormai non era più possibile lasciarla sola. La pensiamo ora nella casa del Padre, con babbo che l’ha preceduta di venti anni. Intercedono per la numerosa famiglia di figli, nipoti e pronipoti. Ciao Mamma, riposa in pace! L’hai ampiamente meritato (p. Tonino Melis, sx).
Il 15 novembre 2021, è salita al cielo mia mamma Chiara. Era una donna nel vero senso della parola. Se penso ad un esempio di donna, penso a lei che ci ha dato la vita, ci ha curato, ci ha educati ed è stata sempre presente nella nostra vita. È stata, ed è, un punto di riferimento. Quando rientravamo a casa lei era lì. Quando parlavo di casa nella mia mente appariva lei.
È stata una donna, ma in lei c’è sempre stato un valore aggiunto che dava grandezza al suo essere: era una donna di fede. Viveva in Dio la sua esistenza, era pervasa da questo amore che le ha dato la forza di affrontare le difficoltà, le sofferenze della vita in quella serenità che solo Dio può dare. L’attaccamento a Dio era la sua forza. Tante persone incontrate mi hanno ripetuto: “Ricordo sempre il suo sorriso”. Era la sua caratteristica: un sorriso che rincuorava, come un raggio di luce nella vita di chi lo riceveva.
Nella mia vita come missionario, in lei ho avuto un grande esempio di fede da seguire. Non si è opposta alla mia scelta e mi ha sempre accompagnato con la sua fede e la preghiera costante. Avrebbe preferito che diventassi presbitero diocesano, ma detto una volta poi non si è più espressa. Tante persone venivano a parlare con lei, per avere dei consigli. Giovani e anziani trovavano in lei accoglienza, un sorriso, una parola, una persona che ascoltava. Sono convito che mia mamma fosse una grande missionaria, anche se non è quasi mai uscita dal suo paese. Eppure, con il sorriso, i consigli, l’intera sua vita, ha fatto presente l’Amore di Dio.
“Se dovessi rinascere - diceva spesso - rifarei tutto quello che ho fatto finora: nascerei nella stessa famiglia, mi sposerei con lo stesso uomo, rivorrei gli stessi figli, la stessa vita; non rimpiango niente”. Una vita vissuta in pienezza, una vita donata, un vero tesoro.
Ciao mamma! So che finalmente sei insieme a Colui nel quale hai posto la tua fiducia. Continua a vegliare sui tuoi figli, affinché possiamo seguire il tuo esempio e mostrare in questa terra quel grande Amore che Dio ha per ognuno di noi (p. Salvatore Marongiu sx).








