Spulciando l'archivio di Mazatlan
Da Mazatlan, 1952
Siamo in fondo al mondo da quattro giorni, e il mondo orientale sta gradatamente scomparendo dalle nostre abitudini mentali. Padre Cattenati ha creato un’opera cospicua e di grande avvenire e sembra che ci siano tutti i presupposti per uno sviluppo anche di carattere saveriano missionario. Certo fa caldo ma a tali inconvenienti si ripara con l’abitudine e la buona volontà. Domani andiamo dal vescovo di Culiacan.
Mazatlan è una cittadina di 46 mila abitanti, situata in una penisola circondata da alcune isole. La sua posizione è caratteristica e il suo clima invernale è tale da invitare i nordamericani che hanno bisogno di calore.
Tutta la popolazione di Mazatlan segue con simpatia la vita del collegio nostro e circa cinquecento alunni sono il segno della sua fiducia nella nostra istituzione. Ora p. Ambrico dirige la scuola primaria, il dr. Farina quella secondaria e p. Cattenati, oltre sovrintendere il bel tutto, si occupa particolarmente dell’internato (per ora venti alunni). Io per il tempo che mi tratterrò faccio lezioni di algebra e di inglese.
Ieri sono stato a Culiacan a trovare il vescovo di Sinaloa nel cui territorio si trova Mazatlan. Ero accompagnato dai padri Cattenati ed Ambrico, e dal dr.Farina, non che dal sig.Victor Patron che ci ha condotto con la sua Buik.
Il vescovo ci ha accolto con la massima cordialità e ci ha intrattenuto a lungo sulle nostre coste. Alla mia richiesta di permettere l’apertura di una Casa saveriana a Mazatlan egli ha immediatamente acconsentito, dicendo che avrebbe redatto il decreto appena io gli avrò fatto formale domanda in iscritto. Ciò che faccio oggi stesso. Ha inoltre permesso che, a norma dei sacri canoni, la Comunità saveriana abbia la sua cappella semipubblica e che i padri possano confessare e predicare nella diocesi. Ha infine insistito perché i Saveriani assumessero la confessione di alcune comunità religiose femminili di Mazatlan.
Per quanto riguarda l’abito dei padri, dato che ora essi hanno la gestione del collegio, egli ha deciso che non portino né tonsura né collare romano né abito nero perché ciò offrirebbe pretesto alle autorità civili di avversare l’Istituzione.
Dello "Instituto Cultural de Occidente" egli ha manifestato in breve il più qualificato collegio della costa del Pacifico.








