Corrispondenza da: Burundi, Honduras, Italia e Rwanda
Continua il calvario del Burundi
A te e a tutta la Comunità giunga il nostro grazie per l’affetto e la preghiera con cui ci state vicino in questi momenti di guerra drammatica. Anche oggi hanno sparato tutta la giornata con ogni tipo di arma. A che punto siamo nessuno può saperlo esattamente, anche perché qui ognuno dice quello che vuole, a scapito della verità.
La gente rifugiata nei siti di raggruppamento soffre l’indicibile, anche perché ogni notte piove e loro, in gran numero, vivono a cielo aperto. In più gli aiuti umanitari sembrano tardare ed essere insufficienti, per cui la situazione è veramente spaventosa. Quando (?) poi la guerra sarà finita si ritroveranno ancora una volta senza nulla, in balia delle varie organizzazioni internazionali, che vivono sulle disgrazie altrui, facendosi belle di fronte all’opinione internazionale.
Noi per il momento tanta paura e non poche pallottole vaganti per casa. Continuate a ricordarci e a pregare per il bene di tutti i burundesi e del Burundi.
- p. Marino Bettinsoli, Bujumbura
A quando una missione saveriana in Honduras?
È una grande gioia per me potervi ringraziare per il dono del libro che mi avete inviato "Sono tutti miei figli". Ho potuto così conoscere la vita del vostro Fondatore, il beato Guido Maria Conforti. Spero che presto lo facciano santo. Diffonderò anche le varie immaginette e le sue preghiere. Auguri per il vostro lavoro missionario a Brescia e in tutto il mondo. Sarebbe bello se i Saveriani aprissero una missione anche in Honduras o in Guatemala. Posso sperarci?
- fr. Francesco di Pasqua, Honduras
Una simpatica proposta dal carcere
Dopo tanti mesi mi rifaccio vivo per un appello ai bambini che desiderano ricevere uno dei miei modesti dipinti. Dove mi trovo ho tanto tempo a disposizione, ne approfitto per disegnare e pensare a loro. La ringrazio per l’ospitalità che mi offre e le invio un fraterno abbraccio.
- Sergio Dodi, via Burla 3 - 43100 Parma
Una goccia nel mare
Noi due sorelle siamo liete di inviare questa offerta in favore del Progetto 2/2001, Mozambico. È una goccia nel grande mare dei bisogni, ma messe insieme possono offrire un aiuto. Lo facciamo con amore e di tutto cuore, con la speranza che quelle persone che ne usufruiscono crescano nella fede di Gesù Cristo e siano cristiani nel vero senso della parola.
Preghiamo per voi missionari perché il Signore vi dia la forza, il coraggio e la santa pazienza perché possiate condurre le anime sulla via del bene. Abbiamo bisogno anche noi di preghiera, e ci raccomandiamo a voi e al beato Conforti. In unione di preghiera e lavoro fianco a fianco a Gesù e la Vergine Santissima.
- Antonia e Vincenza, Castellamare del Golfo- Trapani
Dove vanno i vostri soldi?
Complimenti per il tuo giornale, piace e si legge volentieri. Noi vorremmo scriverti più spesso, ma la folla che ci cerca ce lo impedisce. Sì, qui alla periferia di Bukavu sono centinaia e centinaia che vengono a confessarsi, ci vogliono due o tre ore ogni giorno.
Ci invitano nei quartieri: sono 24, molto popolati; qualche volta ci vuole tutta la mattinata per visitare ammalati ed anziani a casa loro. Poi c’è la folla che vuole un aiuto, hanno abbandonato il loro villaggio, a causa della guerra che continua; si sono rifugiati presso parenti o amici, aumentando la miseria, soffrendo talora la fame: chiedono un sacchetto di fagioli e di farina di manioca, un biglietto per ricevere gratuitamente le medicine al dispensario delle suore, vestiti e coperte.
Nel mese di novembre scorso hanno assalito e svaligiato due parrocchie qui vicino, e picchiato pure i missionari: p.Elia, un francescano, è il più grave, perderà forse l’udito. Anche se c’è pericolo noi rimaniamo. Anzi, per aiutare e per dare coraggio alla gente, ci siamo impegnati a costruire delle scuole e alcune chiese di quartiere, paghiamo gli operai e comperiamo il materiale.
Ho ricevuto il vostro regalo di Natale, vi ringraziamo! La scuola elementare di Cirhagabwa, che stiamo costruendo, avrà mattoni pagati da voi. Salutandoti ti ringrazio per l’impegno con il quale fai conoscere i nostri bisogni alla gente.
- p. Giuseppe Galli, Cyangugu - Rwanda
Le nostre pagine non hanno confini
Ricevo da tempo il suo giornale. Mio marito ha studiato in una Casa saveriana fino al 1966. È rimasto ancora molto attaccato a voi. Ora lavora ad Addis Abeba, in Etiopia. Credo gli farebbe piacere ricevere una copia del suo giornale per ricordare i tempi passati. Pensa sarà possibile?
- Liana, Macerata
Risponde Padre Ettore
È bello e incoraggiante sapere che queste pagine solcano cieli e mari, e giungono leggere e puntuali in ogni angolo del mondo. Quasi un filo invisibile che lega amici lontani, ma che desiderano sapere "come vanno le cose". Ricevo di frequente lettere di persone che chiedono: "Perché non scrivi mai di quel padre?" o "di quella missione?".
Rispondo: "Otto pagine al mese sono poche, lo spazio è tiranno. I Saveriani sparsi nel mondo sono quasi 900 e le missioni 18. Sono poi legato ad una specie di "par condicio" che mi obbliga a scegliere con equità". Ma mi fanno piacere queste lamentele: segno che siete interessati a noi, alle nostre attività; vuol dire che ci volete bene. Grazie, continuate così.
p. Ettore, sx.







