Ciad, coperte per i nuovi Bambini Gesù
Cari amici e care amiche, un saluto da parte mia qui in Ciad. Sto bene di salute e ringrazio Dio. Spero lo stesso per ognuno e ognuna di voi. Una mattina abbiamo fatto un viaggio con un pulmino pieno di coperte e di stuoie per i rifugiati di Ngama Kotoko. Già dal mese di agosto 2021 c’è stato un grande afflusso di persone che attraversano il fiume Logone, frontiera con il nord del Camerun.
Un grave conflitto inter-comunitario con centinaia di morti, case bruciate, mandrie disperse… è scoppiato tra gruppi di pescatori/coltivatori e allevatori camerunesi. Il conflitto non sembra prossimo a una soluzione. Tutti i villaggi lungo il fiume sono pieni di migliaia di persone, soprattutto donne e bambini. In questo momento dell’anno fa fresco qui e la notte è fredda. C’è bisogno di coprirsi, ma la gente è scappata con quasi niente. Per fortuna, ci sono gli organismi internazionali che fanno qualcosa, ma lì a Ngama Kotoko non hanno portato le coperte. Allora abbiamo lanciato una campagna chiamata “Una coperta per il Bambino Gesù”.
I nostri cristiani lì presenti sono attivi e fanno il possibile. Ci hanno aiutato a distribuire ai più bisognosi. Ma i rifugiati non sono solo nei campi organizzati. Sono dappertutto nelle case e la gente solidarizza con loro, nonostante gli scarsi raccolti di quest’anno (è piovuto poco!). La situazione sarà grave tra poco tempo. Non resteranno neppure le sementi da seminare alle prossime piogge. Dopo duemila anni, il Bambino Gesù sarà ancora… al freddo e al gelo e magari con poco da mangiare. Per fortuna, almeno il Covid-19 non ci disturba molto. Una preghiera per ognuno e ognuna. Manteniamo viva la speranza!







