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Ad Altamira, Amazzonia. Finalmente giustizia?
Il Supremo Tribunale Federale ha respinto il ricorso degli avvocati del dr. Cesio Brandao, uno dei medici accusati di aver seviziato, castrato e ucciso alcuni ragazzi di Altamira (Parà, Brasile), negli anni 1989-1993. Con questa decisione, cade l'ultimo ostacolo alla conclusione del processo contro gli indiziati dei crimini che colpirono, in varia maniera, almeno 26 ragazzi, maschi, dai 7 ai 13 anni. Se non sorgeranno nuovi ostacoli, il Pubblico Ministero di Altamira farà le conclusioni
finali e formulerà la denuncia che dovrà poi essere sottomessa ai giurati popolari. In precedenza, in Altamira, era stato celebrato un dibattito pubblico, alla presenza di autorità federali e statali, per condannarli a dieci anni di punibilità.
In quella occasione era stata chiesta una azione discreta ma ferma sulla massima Corte di Giustizia, perché accelerasse i tempi. La preoccupazione del "Comitato in difesa della vita dei ragazzi di Altamira", formato dai familiari e dagli amici delle piccole vittime, è quella di garantire un accompagnamento minuzioso dei prossimi passi. In questo senso è considerata della massima importanza la pressione internazionale e, meglio ancora, la presenza di giuristi e giornalisti stranieri che forzerebbero le autorità brasiliane a fare finalmente giustizia.
Algeria: donne in piazza
Circa 600 donne sono scese in piazza ad Algeri per manifestare contro le leggi islamiche che ancora discriminano fortemente le cittadine algerine. "Uguali diritti per le donne", recitavano alcuni striscioni portati in corteo dalle dimostranti. Il 48 della popolazione algerina è rappresentato da donne, e solo il 13 di esse ha un lavoro. Il presidente ha reso nota la sua intenzione di promuovere il ruolo della donna nella società algerina, iniziando con l'incoraggiare l'istruzione di massa per le giovani.
Macao: i missionari stranieri fiduciosi di poter rimanere
I missionari stranieri presenti a Macao sono fiduciosi di poter continuare a servire la diocesi anche dopo che la colonia portoghese è stata restituita alla sovranità cinese il 20 dicembre scorso. Secondo le attuali regolamentazioni dell'immigrazione, gli stranieri, compresi i missionari non cinesi, che hanno risieduto nella colonia per sette anni consecutivi possono fare richiesta per la residenza permanente.
Il vescovo di Macao, mons. Domingos Lam Katseung, ha riferito che non dovrebbero esserci problemi per i missionari stranieri di poter continuare il loro lavoro in diocesi. La curia diocesana sta aiutando i missionari a fare domanda per la residenza permanente, e finora nessuna richiesta è stata rifiutata. I Gesuiti, arrivati nel XVI secolo, sono l'ordine religioso più numeroso a Macao, e continueranno ad impegnarsi nel campo dell'educazione.
Macao è ora tornata a far parte della Cina, i Gesuiti sperano di aumentare i contatti col governo cinese e forse anche di poter servire la gente nella Cina continentale. Ci sono cinque Congregazioni religiose maschili e 15 femminili nella diocesi di Macao e la maggior parte di esse hanno membri non cinesi.
La persecuzione in Sudan: cattolici flagellati, chiese bruciate bibbie date alle fiamme
La parrocchia di En-Nahud si estende fra territori delle zone semidesertiche nel Nord Sudan. Mentre nel Dar Fur prevale un clima di rispetto e di intesa verso i cristiani, nel Kordofan, islamico e anticristiano, si respira un clima di avversione e di persecuzione. Nella provincia di Qubeish 50 giovani cristiani hanno subito la flagellazione per ordine delle autorità, e quattro centri di preghiera sono stati bruciati. I ricorsi dei cristiani alla polizia sono stati sistematicamente ignorati.
Altri quattro arresti sono stati operati recentemente dalla polizia che continua la sua campagna di intimidazione e di bastonate. Molte rakuba (tettoie di paglia usate per la preghiera) vengono bruciate dalla "polizia popolare", un corpo ausiliare composto da fondamentalisti islamici che si arrogano il compito di "sopprimere il vizio e promuovere la virtù", alle dipendenze della "National Security", il braccio violento del governo islamista di Khartoum. Questi "poliziotti popolari" non ricevono un salario adeguato. Si rifanno con la razzia e la confisca di ciò che loro ritengono proibito.
I cristiani procedono alla ricostruzione, appellandosi alla costituzione che riconosce la libertà di religione nel Sudan. Ma sembra che nel Kordofan Occidentale si segua una diversa strada, quella della islamizzazione forzata, con il governatore dello stato come artefice principale. A Om-Debeba, un villaggio nella provincia di Qubeish, i cristiani hanno ricevuto l'ordine di demolire il loro centro di preghiera. Il capo della zona ha dichiarato che non voleva chiese e che gli sfollati debbono diventare subito tutti musulmani se vogliono pregare.
Centinaia di cristiani sono stati arrestati e poi rilasciati sotto cauzione, ma non senza aver subito maltrattamenti e battiture. Sempre a Om-Debeba sono stati arrestati una ventina di giovani, condannati alla pena di 21 scudisciate perché si sono rifiutati di giurare "sulla sacra lancia" dei Denka. I giovani si sono dichiarati cristiani, dicendosi disposti a giurare sulla Bibbia, ma non su un oggetto religioso pagano. Hanno presentato la Bibbia. Il capo l'ha presa, l'ha consegnata ad un soldato, ordinando che fosse bruciata.
Aumentano in Asia preti, seminaristi e cattolici laici
Dal 1988 al 1997 popolazione cattolica, preti e seminaristi in Asia sono aumentati; è quanto emerge dalle statistiche elaborate dal Vaticano. Nel 1997 la popolazione cattolica in Asia ammontava a 105,2 milioni, un incremento del 25 per cento (21 milioni di persone) rispetto agli 84 milioni nel 1988. Nell'arco di 9 anni il numero dei preti è crescuto da 27. 700 a 32.291 unità. Il numero dei seminaristi in Asia è balzato dai 19.090 del 1988 ai 25.842 del 1997; nel 1997, 617 vescovi cattolici di tutto il mondo operavano in Asia.
Nel mondo i cattolici sono aumentati da 897,9 milioni nel 1988 a 1 miliardo nel 1997. Questo, tuttavia, rappresenta un calo del 17,27 per cento dei cattolici rispetto alla popolazione mondiale. Il numero dei preti in tutto il mondo è leggermente diminuito nel corso degli ultimi 9 anni: dai 404.857 nel 1988 ai 404.208 nel 1997.








