Natale in Brasile con 45mila persone
È opinione diffusa che noi missionari scriviamo poco. Ma almeno per le circostanze più importanti ci facciamo vivi. Questo non significa che ci dimentichiamo degli amici... Un altro anno se n'è andato in fretta, lasciandoci il ricordo di persone e di avvenimenti lieti e tristi. Anch’io, come voi, ho cercato di utilizzare ogni giorno del 2007 per essere uno strumento di bene nelle mani del Signore.
Non c’è tempo per il relax
Il Natale ci fa rivivere la nascita del Salvatore, venuto al mondo per portare amore, speranza e salvezza a tutti i popoli. Noi missionari ci sforziamo di collaborare con Lui, per offrire questi doni spirituali a tutte le persone affidate alla nostra cura. La fede e la buona volontà per realizzare un generoso lavoro pastorale non mancano. Quello che a volte ci scoraggia è la grandezza dei problemi, la sofferenza della gente e il numero elevato dei fedeli nelle nostre parrocchie.
Nella parrocchia dedicata al Cuore Immacolato di Maria, i fedeli sono circa 45mila. Per il momento siamo in due a dover gestire le celebrazioni dei sacramenti, la catechesi di ragazzi e giovani, i movimenti parrocchiali, la benedizione delle famiglie e tutto il resto. Riusciamo a raggiungere solo una minima parte del nostro “numeroso gregge”, e questo ci fa soffrire. Naturalmente, siamo consapevoli che non siamo indispensabili alla salvezza di tutti. Ma ha ragione san Paolo: “Come potranno credere se non hanno sentito parlare di lui? E come potranno ascoltare se non c’è chi lo annuncia?” (Romani 10, 14-15).
Una grave emorragia
Insieme alla nostra impotenza, ci rattrista un altro grave fenomeno: la costante “emorragia di cattolici” che preferiscono aderire alle numerose sette protestanti. Queste persone vanno alla ricerca di una religiosità che risponda ai loro problemi più urgenti: la povertà e l’esclusione sociale, la sofferenza e la solitudine, il bisogno di consolazione. Davanti a questa situazione, una delle colpe attribuite alla chiesa è di occuparsi troppo dei problemi sociali e politici.
In ogni caso, Gesù è venuto su questa terra per amare e salvare tutti e io ho tentato di condividere con voi il cammino che qui tentiamo di realizzare, perchè tutti possano conoscere, accettare e amare il Cristo che duemila anni fa venne ad abitare tra noi.
A tutti voi, cari amici e amiche, prometto la mia preghiera, invio il mio "grazie" per il sostegno e la preghiera che fate per noi missionari.
Auguro un Santo Natale e un anno nuovo ricco di pace e di serenità.








