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Brasile: missione con famiglie e giovani

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Cari amici, “pace e bene” nel Signore. Vi scrivo da Melo Viana, dove lavoro nella grande parrocchia brasiliana. La mia salute è buona. L’attacco di dengue è ormai solo un ricordo. Ho recuperato cinque chili di peso e spero di non ripetere questa amara esperienza.

Chiese di mattoni e di gente

È passato un anno dall’ultima mia lettera e di cose ne sono successe molte. Stiamo terminando la costruzione della chiesa “Cristo Libertador” e abbiamo iniziato le fondamenta della chiesa “Santa Terezinha”, situata in un quartiere molto povero. Per ora celebriamo la Messa all’aperto e il tempo ci aiuta, perché da diversi mesi non piove.

Abbiamo organizzato la "settimana della famiglia". In tutte le comunità ci sono stati incontri per ricordare al popolo di Dio l’importanza della famiglia nella società. Famiglia che deve essere secondo il progetto di Dio, e non secondo i capricci umani.

Ma la novità più grande sono le “missioni popolari”, che stiamo organizzando per il prossimo anno. Quest’anno sarà un tempo di preparazione, con incontri di formazione e ritiri spirituali, per preparare i laici che parteciperanno alle missioni al popolo. Dopo le ferie estive è iniziata anche la catechesi. Le catechiste sono molto animate e stiamo organizzando un ritiro di tre giorni per gli adolescenti, che sono 250 circa.

Per i giovani e i ragazzi

Anche la pastorale della gioventù sta andando abbastanza bene. Ogni mese celebriamo una Messa tutta per loro. È un momento di grande allegria per tutta la comunità. Anche nella nostra parrocchia stiamo preparando la giornata nazionale della gioventù: un giorno intero dedicato ai giovani con musica, danza, teatro, testimonianze e, naturalmente, la santa Messa. Soprattutto sarà un giorno animato dall'ideale missionario.

Abbiamo iniziato anche la scuola per i chierichetti e le chierichette. Sono quattro mesi di formazione che terminano con la Messa d’investitura. È un'iniziativa importante, non solo per loro ma anche per i genitori, che molte volte non vengono neppure alla Messa. Quando hanno un figlio chierichetto, invece, non solo vengono a Messa, ma siedono al primo banco! A parte questo, è bene educare i bambini ad avere un posto di responsabilità nella comunità e a comprendere il significato della liturgia.

Qualcuno di loro mi ha chiesto come deve fare per diventare sacerdote. Preghiamo che questi desideri diventino realtà.



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