Missioni notizie: Russia, India, Pakistan, donne d'Asia, Haiti
Per un futuro migliore
Russia: torna l'ora di religione. In Russia torna l'ora di religione nelle scuole. Si chiude così definitivamente l'era dei delatori e dei tribunali speciali per i preti. Padre Damaskin ha raccolto memorie, testimonianze e documenti sui martiri del dio-Stato. "Non si può e non si deve dimenticare ciò che è stato: la sofferenza e il martirio di chi professava e praticava le fede negli anni del comunismo, la chiesa del silenzio, le liturgie clandestine dei pastori pellegrini che riunivano i credenti nelle case di notte per confessare, insegnare il catechismo, benedire i bambini, unire in matrimonio, celebrare la Messa. Spesso i singhiozzi accompagnavano quei riti segreti, tanta era la paura di venire scoperti, deportati e fucilati". Il manifesto sovietico del 1930 diceva: "Andate via dai pope, dai preti cattolici polacchi, da pastori, rabbini e mullah e schieratevi con il proletariato che lotta con coscienza".
• Il convegno di MO. La rivista saveriana "Missione Oggi" organizza sabato 8 maggio il suo tradizionale convegno annuale, che si svolgerà per tutta la giornata presso la chiesa di San Cristo a Brescia. Il tema del 2010 è: "Stranieri e migranti. Profeti di una nuova umanità". Su temi diversi, ma tutti correlati tra loro, interverranno il teologo Arrigo Chieregatti, l'antropologa Annamaria Rivera, il pastoralista Livio Pegoraro, il sociologo Franco Valenti.
Per informazioni: segreteria.mo@saveriani.bs.it oppure www.saverianibrescia.com/missione_oggi.php
Sotto tiro
• India: attacchi alle chiese. Alcuni vandali hanno attaccato tre chiese cattoliche nello stato del Karnataka. I responsabili sono giovani di un'organizzazione estremista hindu. Il pretesto è rispondere alle aggressioni subite da alcuni studenti indiani in Australia. Il vescovo di Karwar, mons. Derek Fernandez, spiega: "Gli attacchi sono premeditati e pretestuosi. Abbiamo chiesto l'intervento di polizia e autorità, ma non possiamo chiudere le chiese. Ho invitato tutti i fedeli a mantenere la calma, a non rispondere alle provocazioni e a pregare. I fedeli si sentono insicuri e hanno paura. Il governo del Karnataka, da un lato dice di voler mantenere ordine, sicurezza e legalità, dall'altro protegge i gruppi hindu, base del proprio elettorato. I cristiani soffrono per le conseguenze di questa ambiguità".
• Pakistan: uccisa ragazza cattolica. Ha suscitato commozione, sdegno e proteste fra i cristiani in Pakistan l'assassinio di una ragazza cattolica, Shazia Bashir, 12 anni, torturata, violentata e uccisa dal suo datore di lavoro, un ricco avvocato musulmano a Lahore. La ragazza, proveniente da una famiglia cattolica molto povera, lavorava da otto mesi come domestica presso la casa dell'avvocato. Al funerale erano presenti tutti i vescovi cristiani; numerosi musulmani hanno mostrato affetto e solidarietà.
Si tratta di uno dei tanti episodi di maltrattamenti e sevizie che i cristiani subiscono, quando sono impiegati come lavoratori nelle case dei musulmani. Shazia lavorava per mille rupie al mese (circa 9 euro). L'avvocato ha cercato di comprare il silenzio dei genitori che invece hanno denunciato la vicenda. La polizia non voleva registrare l'accaduto, ma le proteste dei cristiani hanno portato il caso all'attenzione dell'opinione pubblica. L'avvocato della famiglia è il vescovo protestante Timoteo Nasir. Sarà fatta vera giustizia?
• Asia: donne fra violenza e povertà. La violenza sulle donne è molto diffusa in Asia e la loro povertà è forte. La religione e la fede sono per le donne una strada per recuperare dignità, autostima e identità. Durante un seminario svoltosi a Dhaka, in Bangladesh, è stato spiegato alle donne che possono vivere l'Eucaristia con un significato nuovo: non solo come rifugio per le loro sofferenze, ma come sorgente di forza per agire nella promozione umana e sociale della loro condizione. Le donne sono una parte essenziale della missione della chiesa.
Intanto, le missionarie della Consolata hanno celebrato i cento anni di fondazione del loro Istituto, oggi presente in quattro continenti (Europa, Africa, America e Asia), con la finalità che era nel cuore del beato Giuseppe Allamano fin dalle origini: la gloria di Dio attraverso la santità della vita e l'evangelizzazione dei popoli.
Una storia speciale
• Haiti: l'autista missionario. Tutto il mondo conosce la situazione di Haiti dopo il terremoto. Più passa il tempo e più c'è il rischio che, spegnendosi le telecamere, ci si dimentichi di questo popolo. Ogni giorno si leggono storie di straordinaria umanità. Una di queste riguarda p. Pepe Rodriguez Silverio, missionario clarettiano della comunità di Jimaní, alla frontiera con Haiti, da dove passa l'aiuto internazionale. Padre Pepe si muove su camion e svolge un lavoro silenzioso ed efficace. È davvero un grande autista missionario. Ha una guida esperta e agile, misura le distanze in millimetri, è un segugio nel trovare scorciatoie per superare le file interminabili di camion giganteschi; conosce in dettaglio le buche e i cedimenti nei 45 chilometri tra Jimaní e Port au Prince.
Padre Pepe, originario della Repubblica Dominicana, trasporta medici volontari e infermieri, porta la solidarietà e il sostegno essenziale dei generatori d'energia elettrica o fusti di combustibile. È un tassista umanitario, guida senza fermarsi per ore e ore, come un vero "tassista senza frontiere".








