Missionario fin dalla culla, ...tal ''padre Foresta''?
Padre Giuseppe Lorenzato è nato a Madonna delle Grazie - Costabissara il 6 febbraio 1933. Secondo di 12 figli, fin da piccolo ha sempre manifestato il desiderio di diventare missionario. A Madonna delle Grazie c'è appunto la famosa chiesetta, meta di pellegrinaggio di molti missionari dell'istituto saveriano di Vicenza. Lì per la prima volta conobbe i saveriani.
"Nella, metti sì!"
Un giorno durante il catechismo, la maestra ha presentato una letterina inviata dai saveriani di Vicenza, per far conoscere un po' i missionari ai bambini delle parrocchie. C'erano dieci domande a cui rispondere e una di queste era: "Cosa vuoi fare da grande? Il professore, il medico, l'artista, il contadino, il musicista, il missionario...". Questa domanda colpisce molto il piccolo Giuseppe e la sua risposta è pronta e decisa: "Voglio diventare missionario!". Siccome non sapeva ancora scrivere, Giuseppe dice alla sorella maggiore seduta accanto: "Nella, metti «sì»".
Terminate le scuole elementari nel 1945, chiede di entrare nell'istituto. Ma non viene accolto perché non aveva fatto l'esame di ammissione alle medie; a causa della guerra poche scuole avevano potuto farlo. L'anno successivo ai primi di marzo entra presso i "paolini" di Sacile per la 1ª ginnasio. Finalmente, nell'estate del 1947, si presenta all'istituto dei saveriani con mamma Maria e chiede nuovamente di poter entrare. Questa volta la risposta è affermativa.
L'approdo in Sierra Leone
A Vicenza frequenta 2ª e 3ª ginnasio, a Zelarino la 4ª e la 5ª, per poi proseguire con il noviziato a San Pietro in Vincoli (Ravenna). Per gli studi filosofici viene mandato a Desio e nel 1958 va a Parma per studiare teologia. Il 28 ottobre del 1962 è ordinato sacerdote e il suo sogno diventa realtà: finalmente è missionario. Per due anni lavora in Italia, prima a Udine poi nel noviziato di Nizza Monferrato (Asti), come animatore missionario.
Finalmente nel maggio 1965 arriva la destinazione per la Sierra Leone. Così, un altro sogno si avvera: infatti, fin da studente, p. Giuseppe voleva fare il missionario... in foresta. Proprio per questo lo avevano soprannominato "padre Foresta".
Va in Scozia per tre mesi per imparare un po' d'inglese e a settembre parte per l'Africa. Al suo arrivo in missione la cosa che lo impressiona di più è proprio la foresta: incantevole e fantastica, come lui l'aveva sempre immaginata.
Due ananas e un treno
Per ambientarsi un po' il primo periodo p. Giuseppe rimane a Makeni come aiutante del parroco della cattedrale; poi va a Lunsar, cittadina mineraria, per aiutare nell'attività scolastica. Finalmente come lui desiderava, viene destinato a Yele, una parrocchia in mezzo alla foresta.
Padre Giuseppe vive con la gente che si distingue per cordialità, ospitalità e rispetto verso i missionari, sempre pronti a servirli in qualsiasi momento. Ecco un esempio.
Un giorno "padre Foresta" parte con l'aiutante Agostino per la visita alle scuole di un villaggio lontano. Percorrono circa 30 miglia con il camioncino, ma le ultime sette miglia devono farle a piedi, lungo un sentiero a fianco delle rotaie dell'unica ferrovia in Sierra Leone. Arrivano stremati e il capovillaggio subito offre loro due grandi ananas per rifocillarsi un po'.
Padre Giuseppe fa la sua visita alla scuola, saluta i maestri, interroga gli studenti sul catechismo e guarda i registri. Al ritorno, sentono arrivare un treno (ne passava uno ogni due mesi!). Vedendoli, il macchinista ferma il treno e li fa salire. Padre Giuseppe si commuove per questo gesto; non si sarebbe mai aspettato che il treno si fermasse apposta per farli salire.
Con il cuore in Sierra Leone
Nel 1998 p. Giuseppe torna in Italia per cure mediche e lavora per alcuni anni come animatore missionario ad Ancona, a Reggio Calabria e a Cagliari, in Sardegna.
Finalmente nel 2007 riparte per la Sierra Leone, ma a causa della sua salute cagionevole vi può rimanere poco più di un anno. Trascorre qualche tempo nella casa madre dei saveriani a Parma per curarsi. Poi viene di nuovo nella comunità di Vicenza, dove tuttora risiede. Qui si presta volentieri per qualsiasi lavoro: aiuta l'economo e gli altri saveriani della casa, va a prestare servizio nelle parrocchie, soprattutto a Costabissara, suo paese d'origine, dove è molto "richiesto" e stimato.
I suoi compaesani lo considerano "il missionario della Sierra Leone". Infatti, fin dall'inizio della sua missione lo hanno sempre aiutato e sostenuto, anche economicamente, per realizzare progetti in missione. Uno degli ultimi è stata la costruzione di una chiesetta dedicata alla Madonna "Nostra Signora, Stella dell'evangelizzazione", nel villaggio di Maburé, vicino a Makeni.
Anche se fisicamente è qui a Vicenza, p. Giuseppe ha il cuore ancora... in foresta.
Con l'aiuto di amici benefattori, sta realizzando la costruzione di una scuola elementare per i suoi bambini sierraleonesi.








