Lavorando tra gli emarginati
Scopriamo insieme la presenza di Dio
Taiwan, durante gli anni impegnati nello studio della lingua abbiamo cominciato a guardarci attorno per cercare di individuare la direzione che il nostro gruppo avrebbe potuto prendere una volta che avessimo cominciato le nostre attività. Eravamo nuovi dell'ambiente, la gente e le strutture ecclesiali non ci conoscevano bene; cosicché quando il vescovo ci ha ridato in mano la parrocchia che i nostri missionari vent'anni prima avevano costruito, a noi è sembrato l'ideale e concreto punto di partenza su cui costruire la nostra presenza.
In seguito abbiamo cominciato a guardare ai settori della società nei quali c'era più bisogno di una nostra presenza. Si è offerta collaborazione nella formazione di ragazzi orfani, nella pastorale delle carceri, si è lavorato con i ragazzi di strada, con bambini handicappati, con delle vittime della violenza. È stato nell’incontro con la sofferenza di queste persone che ci è sembrato di intuire che questi erano luoghi privilegiati dove Dio era particolarmente presente e chiedeva di essere aiutato.
E così, anche in seguito, per non disperderci e per offrire un servizio più qualificato abbiamo pensato a concentrarci e puntare su alcune direzioni; non abbiamo voluto abbandonare completamente questa fascia di persone che sono state per noi anche un continuo stimolo alla conversione e una forte esperienza di Dio.
Abbiamo toccato con mano che la sofferenza accomuna tutti gli uomini e li avviciniamo a Dio. Nel Vangelo, che insieme leggiamo, queste persone trovano nuovi stimoli per la loro vita e una sicura speranza per il futuro; pregando insieme la pace di cuore e nel racconto delle esperienze spesso abbiamo toccato con mano la presenza di Dio che con la sua provvidenza accompagna ogni uomo e si fa trovare da chi lo cerca con sincerità di cuore,
Nell’aiutare i giovani emarginati ci è sembrato importante il lavoro di prevenzione; ed è così che abbiamo deciso di inserirci e collaborare con una struttura diocesana che organizza attività per i ragazzi presenti nelle scuole cattoliche (che per la stragrande maggioranza non sono cristiani). Vorremmo, con l’aiuto dei ragazzi stessi, avvicinarci ai loro compagni in difficoltà e dar loro una mano. In questo processo ci sembra che i giovani che vengono in contatto con noi si avvicinino fra di loro in modo nuovo e scoprano valori comuni per i quali vivere e lavorare insieme.
È ancora presto per dire cosa Dio vorrà da tutto questo, ma siamo convinti che Egli ci guiderà passo dopo passo come ha fatto finora.








