L’amore di Dio ci ha salvato
Scrive il poeta palestinese Mahmoud Darwish: “Mentre prepari la tua colazione, pensa agli altri, non dimenticare il cibo delle colombe. Mentre fai le tue guerre, pensa agli altri, non dimenticare coloro che chiedono la pace. Mentre paghi la bolletta dell'acqua, pensa agli altri, coloro che mungono le nuvole. Mentre stai per tornare a casa, casa tua, pensa agli altri, non dimenticare i popoli delle tende. Mentre dormi contando i pianeti, pensa agli altri, coloro che non trovano un posto dove dormire. Mentre liberi te stesso con le metafore, pensa agli altri, coloro che hanno perso il diritto di esprimersi. Mentre pensi agli altri, quelli lontani, pensa a te stesso e di’: “magari fossi una candela in mezzo al buio”.
Con questa poesia, Darwish esprime in termini inequivocabili la regola d’oro: ama il prossimo tuo come te stesso. È impossibile essere felici da soli, escludendo gli altri. Il testo si conclude con l'immagine di una candela che fa luce consumandosi. Secondo la felice espressione di p. Cavallo morto a 104 anni: “Meglio consumarsi che arrugginire”. Nel Vangelo troviamo un’immagine simile, quella della lucerna che posta sopra il lampadario rischiara tutta la casa. “E Dio che disse: risplenda la luce dalle tenebre, rifulse nei nostri cuori” (2Cor 4,6), per far conoscere il volto di Gesù. Ci sono missionari che ardono dell’amore di Cristo ed in tal modo sono luce per gli altri.
Durante un incontro a scuola, una ragazza di 15 anni ha scritto a Tito, ex carcerato con 40 anni di prigione alle spalle: “L’amore di Dio ti ha salvato”. L’augurio per tutti noi, Saveriani e amici dei missionari, è di vivere dello stesso amore che nella festa della Pentecoste illumina i nostri cuori. Dai nostri volti traspaia l’appartenenza a Gesù, luce del mondo.








